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“Festa Bella”, il 2 agosto si parte
Presentazione ufficiale in Regione

ARQUATA DEL TRONTO - Dopo gli eventi sismici del 2016 la rievocazione storica ha assunto ancor più significato. Il presidente Ceriscioli e la vice Casini: «Un segno di speranza». Il vicesindaco Franchi: «Mantenere le tradizioni e portare avanti la nostra storia significa ripartire guardando al futuro con ottimismo». Si comincia col concerto di Arisa

Presentazione di lusso per la “Festa Bella“. A conferma del significato che l’evento ha assunto nel corso del tempo, soprattutto dopo quel maledetto 2016, il proscenio per il varo è quello della sede della Regione, ad Ancona.

La presentazione in Regione

Dal 2 agosto (giorno in cui arriverà RisorgiMarche col concerto di Arisa) e per tutto il mese, spazio a musica, cinema, mostre, folklore, tradizione ma soprattutto alla rievocazione triennale la cui origine si perde nel tempo.
«Il ritorno della “Festa Bella” è un bellissimo segno, un altro valore positivo nella direzione della ripartenza -spiega il governatore Luca Ceriscioli-. Non mancherà il rispetto che il 24 agosto, anniversario del terremoto, sarà dovuto alle vittime del sisma. La Regione sarà vicina a questa manifestazione, ma senza la volontà e la determinazione degli spelongani non sarebbe stato possibile lanciare questo segnale di speranza. L’invito che rivolgiamo a tutti è di partecipare, per scoprire e sostenere questo territorio ferito, vero simbolo marchigiano».
Alla presentazione nella città dorica c’erano anche il vicesindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi, il vicepresidente della Regione Anna Casini e lo storico Dario Nanni. «Mantenere le tradizioni e portare avanti la nostra storia significa ripartire guardando al futuro con ottimismo» ribadisce Franchi. «Molti ragazzi si sono salvati dal terremoto del 2016 perché si trovavano, quella notte, a Spelonga per la festa, nella parte destra del Tronto meno lesionata. È una tradizione, prima che una festa molto partecipata, che si tramanda di padre in figlio. Venirne coinvolti, significa dare il proprio contributo alla rinascita di un territorio che ha bisogno dell’attenzione di tutti» aggiunge la Casini. «Gli spelongani erano i galeotti, cioè i rematori delle galee veneziane -spiega Nanni-. Il problema del tempo era armare le navi a remi di equipaggio, per questo si spingevano verso gli appennini, alla ricerca delle forti braccia dei boscaioli».

La piazza di Spelonga durante la Festa Bella del 2016

Sull’epico rituale che si ripete ogni tre anni, cos’altro aggiungere. Un tronco di circa 40 metri viene tagliato nei boschi dei Monti della Laga, trasportato a mano per 15 chilometri e innalzato come “albero maestro” di una nave battente bandiera turca. La sagoma viene ricostruita nella piazza del paese, a ricordo della Battaglia di Lepanto: lo scontro navale del 7 ottobre 1571 tra le forze cristiane e la flotta turca, guidata da Mohamed Ali, di fronte alla Grecia, nel golfo oggi di Nafpaktos.

Il programma

Una pagina storica legata alle Crociate, una rievocazione non estemporanea, ma legata alla partecipazione di 150 spelongani alla battaglia: al loro ritorno, vittorioso, portarono la bandiera turca strappata dalla nave ammiraglia nemica. Il cimelio, più volte autenticato, si trovava nella chiesa di Sant’Agata. È stato custodito, per tre anni, nella sede vescovile di Ascoli, dopo essere stato salvato dal terremoto e riportato nel Centro polifunzionale di Arquata, in occasione della festa.
La “Festa Bella” ha sempre avuto un forte richiamo di pubblico – per il suo fascino, per l’accoglienza da parte della popolazione, per il contesto paesaggistico in cui si svolge – e vincoli di gemellaggio, tradotti in numerosi scambi culturali, per eventi collegati alla Battaglia di Lepanto, con Venezia, Recanati, Marino Laziale, KrK (Croazia) e la stessa città greca di Lepanto (oggi Nafpaktos). Tra le altre curiosità di Spelonga, va ricordato che nel 1968 il regista Pietro Germi vi girò parte del film “Serafino” con Adriano Celentano. Diverse comparse locali, allora ragazzi, sono oggi tra i protagonisti e gli animatori della festa.

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