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Dopo la “bomba d’acqua”
parte la conta dei danni
Le manutenzioni approssimative
si confermano una piaga
Vigili del fuoco encomiabili

ASCOLI - Il violento nubifragio, durato meno di due ore, ha messo in ginocchio la città, diverse frazioni e i Comuni di Venarotta e Roccafluvione. Il dissesto idrogeologico è una piaga, ma non va "alimentata" dalla mancanza di interventi da parte degli enti preposti. I pompieri hanno compiuto oltre settanta interventi e una trentina sono ancora in lista. Per l'emergenza sono tornati in servizio anche quelli in turno libero

La strada che conduce a Scalelle di Roccafluvione: una immagine emblematica

di Andrea Ferretti

Il peggio è passato, o almeno sembra stando alle previsioni meteo che per oggi venerdì 23 agosto danno pioggia ma non nubifragi o “bombe d’acqua” che, secondo alcuni, è un termine inappropriato ma che comunque rende purtroppo molto bene l’idea di quello che succede. Quello che è accaduto ieri, giovedì 22 agosto, su Ascoli e dintorni. In città si è violentemente riversata più acqua che, forse, in tutto il resto del 2019. Nei centri limitrofi – non solo le frazioni – dei danni si sta perdendo il conto. I sindaci di Venarotta (Fabio Salvi) e Roccafluvione (Francesco Leoni) si sono messi le mani in testa toccando con mano quello che il nubifragio ha causato sui rispettivi territori. Rispetto a qualche anno fa, oggi tutti possono rendersi conto (la “bomba d’acqua” di ieri ne è la testimonianza) di ciò che riesce a produrre un rovescio del genere. Video e immagini si rincorrono sul web fin da qualche minuto dopo le ore 17, quando cioè il cielo in pieno giorno è diventato nero come quello di San Paolo del Brasile (in quel caso causato dall’incendio della foresta amazzonica) e i fulmini facevano a gara per potenza e spattacolarità. Insomma, roba da starsene tappati in casa.

Vigili del fuoco in azione nella zona di Venarotta

Ancora una volta balzano agli onori della cronaca gli impareggiabili Vigili del fuoco. In questo caso quelli di Ascoli i quali, nonostante la nottata di tregua, sono ancora al lavoro. I pompieri sono corsi ovunque, dal centro della città alle varie periferie, alle frazioni e nei territori di Venarotta e Roccafluvione che sono i due più duramente colpiti e feriti. Al centralino della caserma di Castagneti sono giunte centinaia di chiamate: tutti avevano un problema da risolvere o segnalare. In campo sono scese cinque squadre e, d’urgenza, è stata richiamato in servizio anche il personale in turno libero. Tutti al lavoro, insomma, ma per i Vigili del fuoco, anche questa è routine. Questa mattina sono ancora una trentina gli interventi in lista, mentre sono più di settanta quelli effettuati ieri a partire dalle ore 17. Numerosi anche gli automezzi impiegati, in particolare quelli polivalenti. In casi come questo, più che i mezzi, sono stati fondamentali la professionalità, l’esperienza e lo sprezzo del pericolo dei pompieri che spesso, in pochi minuti, risolvono situazioni alle quali il comune mortale non sa dove mettere mano.

Non è un lago ma il sottpasso che unisce via del Commercio e via Piceno Aprutina

E’ quello che hanno fatto in città e lungo alcune strade (comunali e provinciali) che ancora una volta hanno messo a nudo il dissesto idrogeologico, una piaga di cui politici, esperti e tecnici parlano, e manco sempre, solo nei momenti dell’emergenza, per poi dimenticarsene il giorno dopo. Il fenomeno è stato comunque di enorme portata. Ma questo non giustifica ad esempio come su una parte del popoloso quartiere di Porta Cappuccina debbano riversarsi fiumi e torrenti di acqua e fango dalle strade sovrastanti, in particolare la Venarottese: la Provinciale che detiene il record di piccole frane, smottamenti, rami spezzati e alberi caduti.

Il problema, infatti, sono le manutenzioni – ordinarie e straordinarie – sulle quali ogni volta che piove sorgono enormi dubbi nelle teste dei cittadini. Le responsabilità sono dei Comuni e della Provincia che, come accaduto anche ieri, si affidano anche a ditte esterne sia per la manutenzione (canaline, scoli, ecc.) che per le emergenze. Responsabilità non solo pubbliche, ma anche private nel caso – come segnalato più volte dagli stessi Vigili del fuoco – di alberi abbandonati a se stessi con chiome enormi e anche invase da erbacce che, in casi di raffiche di vento o nubifragi, producono l’effetto vela. E volano via.

Discorso a parte per i tombini che in città sono otturati (da immondizia) nel novanta per cento dei casi. La manutenzione viene fatta, ma se questo avviene tre volte all’anno, allora vuol dire che di interventi ne occorrono sei. Quattro volte all’anno? Allora ce ne vogliono otto. Moltiplicazoni che verranno attuate dagli uffici tecnici della Provincia e del Comune di Ascoli? Al prossimo nubifragio.

Via dei Saladini e Piazza San Tommaso, nel cuore del centro storico di Ascoli. Una situazione del genere si veritica anche con una pioggia normale

Olibra di Venarotta: prima (sopra) e dopo (sotto) il nubifragio

La città è in ginocchio Grandine, fango e detriti: un pomeriggio da bollino nero Vigili del fuoco tutti in azione (Foto e video)

Maltempo, albero cade su un’auto Tragedia sfiorata a Venarotta (Foto e video)

Quartieri e frazioni, si spala di notte Danni e proteste (Foto e video)


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