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L’ex deputato Agostini: «Renzi sbaglia,
ma il Pd si interroghi sulle scissioni»

ASCOLI - «Mi diverte osservare chi ieri diceva di uscire dal partito e poi fa dietrofront dopo che l'ex premier a "Porta a Porta" ha annunciato che non presenterà le liste alle prossime Regionali. In politica cambiare idea è sinonimo di intelligenza, ma cambiarla troppo spesso è indice di trasformismo»

Luciano Agostini (Foto Vagnoni)

di Renato Pierantozzi

«Renzi ha sbagliato tempi e modi della scissione, ma il Pd si interroghi su quanto accaduto dopo che in passato se ne erano andati anche Bersani e il gruppo che ha fondato Leu». E’ il pensiero dell’ex deputato Luciano Agostini, uomo forte del Partito Democratico nel Piceno e attuale responsabile sanità per la segreteria regionale. «Cronache Picene – dice – giustamente mi inserisce tra quelli che non seguiranno Renzi (leggi l’articolo). Ritengo, infatti, la scissione sbagliata in quanto le separazioni sono sempre negative in politica e all’interno della sinistra. Penso anche che siano sbagliati i tempi con cui viene fatta poichè arriva dopo la nascita del governo che proprio Renzi aveva contribuito a formare.

Matteo Renzi

Detto questo, come avvenuto anche in altre occasioni come nel caso dell’uscita di Bersani e di Leu, porto un grande rispetto verso le scelte delle persone. Se Renzi non si sentiva più parte della nostra comunità è bene che abbia fatto un elemento di chiarezza. Il Pd nacque – ricorda Agostini – come la casa dei riformisti italiani e se se ne vanno persone che hanno pensieri opposti qualche domanda il gruppo dirigente del partito deve farsela. Renzi, ad esempio, pone un accento giusto quando parla dell’eccessiva invadenza correntizia che pervade il partito e mi piace ricordare una felice battuta dell’ex segretario provinciale Mauro Gionni: “Chi vince i congressi fa il segretario, chi li perde fa il sottosegretario (di Stato, ndr). Questo malessere che porta le persone a lasciare il partito deve essere un elemento di riflessione per Zingaretti e il gruppo dirigente».

Agostini prosegue: «Nel mio trascorso politico – afferma – ho sempre ritenuto Renzi un leader capace e coraggioso che ha fatto molto bene come presidente del Consiglio portando elementi di novità e grandi risultati facendo uscire l’Italia dalla crisi con una crescita dell’1,5% che poi è stata annullata da Salvini. Invece ho ritenuto Renzi un pessimo segretario di partito poiché un partito si regge sulla condivisione dei gruppi dirigenti locali e nazionali e non con la logica dell’uomo solo al comando che possa sopperire anche al confronto e alla sintesi condivisa».

L’ex deputato non risparmia qualche frecciata a livello locale pur non facendo nomi diretti. «Mi diverte un po’ – continua – osservare, anche se in realtà la cosa è tremendamente seria, chi ieri diceva di uscire dal partito e poi fare dietrofront dopo che Renzi a “Porta a Porta” ha annunciato che non presenterà le liste alle prossime Regionali. Io sono stato sempre dall’altra parte, anche in modo solitario, rispetto ai renziano ed ho visto tanta gente mettersi in lista e nei coordinamenti credendo in modo fideistico nel momento della massima forza dell’ex sindaco di Firenze. Si tratta delle stesse persone che oggi si scagliano contro la scelta di Renzi. In politica cambiare idea è sinonimo di intelligenza, ma cambiarla troppo spesso è indice di trasformismo»

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