di Maria Nerina Galiè
Le interruzioni volontarie di gravidanze ad Ascoli sono in calo. Da gennaio scorso ad oggi sono state 181, contro 250 in tutto il 2018 e 279 nel 2017. Un dato confortante per Tiziana Antonucci, vice presidente della sede ascolana dell’Associazione italiana per l’educazione demografica (Aied), la cui presidente è Laura Olimpi e che garantisce la prestazione all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli ogni sabato mattina, in un reparto dedicato e riservato, attraverso i suoi ginecologi. Gli ospedalieri infatti sono tutti obiettori di coscienza.

Tiziana Antonucci
«Non siamo “per l’aborto”, ma ancor meno per il proibizionismo», spiega la vice presidente, precisando di voler scrollare di dosso, dalla realtà che rappresenta e che opera dal 1978, un’etichetta immeritata. «Il nostro obiettivo – continua – è contrastare il fenomeno, dietro al quale si cela quasi sempre un dramma, di una donna o di un’intera famiglia. Un disagio che non vede o non ha altra via di uscita. E lo facciamo con la prevenzione, il rafforzamento della consapevolezza ed un’informazione appropriata, a cominciare dalla corretta applicazione della legge 194». L’Aied si mette infatti a disposizione delle scuole che ne fanno richiesta per tenere lezioni sulla contraccezione e la sessualità «Nonostante che oggi i ragazzi sembrino molto aperti – commenta la Antonucci – scopriamo che hanno grandi difficoltà a trattare l’argomento, vissuto come un tabù sia a scuola che a casa. La chiarezza invece è alla base di una gestione consapevole del proprio corpo».

Laura Olimpi
Poi un affondo rivolto alle strutture sanitarie pubbliche. L’Aied prende in carico inoltre donne provenienti da tutte le Marche o da altre regioni. «Colmiamo inoltre – afferma la Antonucci – un vuoto creato dallo svilimento del ruolo dei consultori, dove le donne sono spesso lasciate da sole con i loro dubbi e timori. Quando invece andrebbero accompagnate con un adeguato sostegno psicologico nell’intero percorso affinché da un dolore possa scaturire un momento costruttivo. Avviene questo, ad esempio, all’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto? Lì si pratica l’aborto e in via sperimentale la somministrazione della pillola abortiva Ru-486».
«Noi – aggiunge – assistiamo le donne prima che sul piano medico, su quello personale e offriamo i mezzi migliori per affrontare la situazione. Tanto per cominciare agiamo precocemente, entro le 8 settimane, riducendo il rischio di complicanze nella salvaguardia della fertilità e, cosa non da poco, scongiurando il pericolo che la donna cerchi da sola soluzioni alternative, come comprare su internet la pillola abortiva, con tutto quello che ne può conseguire. Adottiamo il metodo Karman – dice ancora – per dilatazione aspirazione, che consente l’utilizzo di pochissima anestesia locale e una ripresa molto rapida».
I NUMERI – Le richieste di ivg arrivate fino al 19 settembre 2019 all’Aied sono state 209 di cui 73 di donne della provincia di Ascoli, 32 di Fermo dove all’ospedale “Murri” pure i medici ospedalieri non praticano aborti, 32 di Macerata, 27 di Ancona, 3 di Pesaro Urbino, 34 dell’Abruzzo, altre di altre regioni. Del totale delle domande, 95 sono arrivate da donne straniere, prevalentemente rumene seguite dalle nigeriane, albanesi, marocchine e indiane. Sono 90 le donne, sempre del totale delle richiedenti, che non hanno altri figli. In 26 le donne che non sono arrivate fino in fondo per aver cambiato idea o altri motivi. Divise per fasce d’età, in 54 hanno tra i 19 e i 25 anni, 37 tra i 28 ed i 30 anni, 38 tra 31 e 35 anni, 51 tra i 36 ed i 40 anni, 21 tra i 41 ed i 45 anni, una è sopra i 45, solo 7 hanno tra 13 e 18 anni. Nella contraccezione la maggior parte dice di non usare alcun metodo o di usare metodi naturali, tra i quali il coito interrotto è più diffuso del condom. In 8 hanno fatto errori con la pillola, che può diventare inefficace se usata insieme ad altri farmaci. Quasi tutte hanno abortito entro le 8 settimane, 19 a 12.
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