Divieto assoluto di utilizzo delle acque del fosso Vallevenere per inaffiare i campi. Il sindaco Marco Fioravanti hai firmato l’ordinanza sindacale per vietare il prelievo delle acque a causa dell’elevato grado di inquinamento (Escherichia Coli e Coliformi fecali) registrato dopo i prelievi dell’Arpam svoltisi a fine agosto nella frazione ascolana.
Il provvedimento del sindaco è invece stato firmato in data odierna, lunedì 11 novembre.
Insieme al divieto di usare l’acqua, inoltre, sono scattate le indagini per risalire alle fonti dell’inquinamento “presumibilmente riconducibile ad immissioni di acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e derivanti principalmente dal metabolismo umano e da attività domestiche o da reflui zootecnici”, come si fa notare nel testo dell’ordinanza sindacale.
Per fare piena luce sull’episodio, tuttavia, sono stati informati anche gli organi investigativi competenti tra cui la Polizia Municipale, i Carabinieri della Stazione di Ascoli, quelli Forestali e del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Ancona oltre a Regione, Prefettura, Provincia, Arpam, Asur e Ciip. In particolare il sindaco ha chiesto di accertare se gli scarichi di acque reflue nel fosso Vallevenbere siano autorizzati in base alla normativa vigente. Lo stop imposto dal sindaco sarà revocato quando arriverà il disco verde da parte del Dipartimento di Prevenzione dell’Asur.
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