
di Giorgio Tabani
Santa Cecilia. Non si sa praticamente nulla di questa nobildonna cristiana, probabilmente martirizzata nel III secolo: la sua “passio” romanzata fu scritta secoli dopo la sua morte. Siamo, comunque, quasi certi che non prese mai in mano uno strumento musicale, nonostante la tradizione ce l’abbia consegnata quale patrona della musica e dei musicisti. Di Claudia Vitelli, giovanissima promessa del clarinetto, sappiamo invece con sicurezza che uno strumento non solo lo utilizza, ma lo fa con grande maestria. Di tutto il resto abbiamo parlato direttamente con lei, per conoscerla un po’ più da vicino. L’occasione sono proprio i festeggiamenti in onore di Santa Cecilia, a cura dell’associazione musicale Corpo bandistico “Città di Offida”, di cui lei è la più giovane componente. Claudia, classe 2002, è originaria di Ascoli dove frequenta il quarto liceo linguistico presso il Liceo classico “Stabili-Trebbiani”.
Cosa avete suonato nell’acclamatissimo concerto di oggi?
«È un repertorio che spazia tra il classico e il moderno: si passa da Gioacchino Rossini, uno dei massimi operisti della storia della musica a Jacob De Haan, autore olandese di pezzi originali per banda. Per il nostro complesso musicale è consuetudine suonare generi molto distanti tra di loro per andare incontro ai gusti di un pubblico molto ampio. Il repertorio è stato curato e sviluppato negli anni dal maestro Ciro Ciabattoni, che ci ha lasciato il 31 luglio 2018 a soli 55 anni; suoi sono gli arrangiamenti di molti brani e molti di essi sono stati da lui stesso composti. È stata una guida salda e brillante per me e mia sorella. Abbiamo iniziato sotto la sua direzione e con lui abbiamo vissuto le prime esperienze di musica d’insieme. Questo gusto così trasversale, e anche eclettico, di intendere la musica per banda gli appartiene e di conseguenza ora appartiene a tutti noi».
Com’è stata la tua esperienza con la banda di Offida? Come ti sei avvicinata alla musica?
«Fin da piccola ho iniziato a seguire mio padre e mia sorella alle prove e, all’età di otto anni, ho iniziato a suonare con loro per poi appassionarmi sempre di più; ho scelto il clarinetto perché oltre al fatto che lo suona mio padre, ero rimasta colpita quando, per la prima volta, alla scuola materna ho ascoltato l’opera “Pierino e il Lupo” di Prokofiev. Mi aveva affascinato quel suono caldo del clarinetto che interpreta il gatto. Ho frequentato l’indirizzo musicale alle scuole medie e poi continuato gli studi presso l’Istituto musicale “G. Spontini” di Ascoli sotto la direzione del maestro Francesco Albertini, il quale ha creato un sestetto di clarinetti che si è distinto anche in concorsi nazionali e internazionali ottenendo sempre ottimi risultati».

Che cosa rappresenta la musica per te? Come vedi il tuo futuro, rispetto alla musica?
«La musica è un antidoto per quando sono giù di morale, ma allo stesso tempo mi accompagna nei momenti felici dandomi quella carica necessaria a superare le difficoltà della vita. In futuro penso di continuare il mio percorso musicale vivendo altre esperienze con formazioni diverse. Non riesco a immaginare una vita futura diversa da quella che ho e citando Nietzsche “senza la musica la vita sarebbe un errore”».
Che musica ascolti nel tuo tempo libero?
«Sono abbastanza onnivora direi, spazio dalla musica classica al genere indie, passando per i grandi cantautori italiani dello scorso secolo, su tutti Fabrizio De André».
Che farai dopo il prossimo anno? Come ti definiresti?
«Al di là della musica mi piacerebbe completare lo studio delle lingue straniere, anche se ancora non ho scelto l’indirizzo preciso. Non riesco a definirmi, preferisco che lo facciano gli altri».
E allora proviamo a farlo noi, come i posteri per Santa Cecilia. Noi, dalla sua esibizione e dal breve scambio nell’insolita cornice della triangolare Piazza del Popolo, l’abbiamo capito subito. Quell’energica disinvoltura sopra e sotto il palco, quella vivacità di sguardo, quel sorriso spontaneo: la musica nel cuore. E’ la pura passione ad animare quei venerdì sera passati a provare fino a tardi, con i colleghi del corpo bandistico. Amicizie autentiche e profonde che nascono e si intrecciano, sotto il segno della musica. Dal giovane talento di Claudia ci aspettiamo molto, nella musica e non solo. 

Il Corpo bandistico “Città di Offida” festeggia Santa Cecilia
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