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Angelo e Agron,
attesa per l’ultimo saluto
Vittime della strada,
convegno con gli studenti

ASCOLI - La tragedia di lunedì sulla superstrada, che è costata la vita ai due camionisti di 39 e 48 anni fa diventare più che mai di attualità l’appuntamento di mercoledì 27 novembre con la “Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada”. All’auditorium “Neroni” organizza la Consulta degli studenti in collaborazione con la Prefettura. Proseguono indagini e accertamenti della Polizia Stradale per far piena luce sul tragico schianto sull'Ascoli-mare

Angelo Lucini e Agron Bakaj, i due camionisti morti nel terribile incidente sulla superstrada Ascoli-mare

Non si poteva immaginare che il tema del convegno “Vittime della strada”, in programma dalle 9,15 di mercoledì 27 novembre, nell’auditorium “Emidio Neroni” di Ascoli (rua del Cassero), e che vedrà protagonisti gli studenti di scuola superiore, forze dell’ordine e personale sanitario, fosse di così estrema attualità. Ieri mattina, martedì 25 novembre, due padri di famiglia sono morti nello scontro dei loro mezzi pesanti che guidavano, sulla superstrada Ascoli-mare tra gli svincoli di Spinetoli e Monsampolo del Tronto. I corpi di Angelo Lucini e Agron Bakaj sono ancora all’obitorio dell’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto. Deciderà il giudice, dopo i dovuti accertamenti, quando restituirli alle famiglie per i funerali. Sarà invece compito della Polizia Stradale di Ascolli ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, le possibili cause dell’impatto, che è stato tremendo e ha distrutto due famiglie.

Uno dei due mezzi pesanti distrutti dopo l’impatto in superstrada

Agron Bakaj, 48 anni di origine albanese, ma da tempo inserito a San Benedetto dove abitava da più di dieci anni, aveva una moglie e due ragazzi: uno appena diplomato e l’altro un po’ più piccolo. Era su quel tratto di strada perché stava trasportando materiale edile per la ditta per cui lavorava. Lucini era di Castignano, come tutta la sua famiglia, era sposato ed aveva due bimbi piccoli. Faceva l’autotrasportatore in proprio. Anche lui, a quel maledetto chilometro, c’è passato per compiere il suo dovere. Strazio e sconcerto si accavallano di fronte a queste morti premature che nessuno può dire se e come si potevano evitare.

Ma la prevenzione non è mai troppa soprattutto tra i giovani che si apprestano ad affrontare le strade, con tutti i pericoli che si possono presentare se affrontate senza la dovuta consapevolezza. Ed è proprio questo lo scopo del convengo, organizzato per domani dalla Consulta degli studenti della Provincia di Ascoli in collaborazione con la Prefettura,  in occasione della “Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada”, istituita dalla legge 227 del 2017. La finalità dell’iniziativa è quella di evidenziare il valore della vita umana e la gravità delle menomazioni che possono derivare dal mancato rispetto delle regole del codice della strada e da condotte di guida non sempre consapevoli e responsabili, da stili di vita non corretti, caratterizzati dall’uso di sostanze alcoliche e stupefacenti. Nell’invito alle scuole, in particolare le superiori, l’organismo promotore ricorda che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte nei giovani tra 15 ed i 24 anni. Prevenzione e controllo possono invece scardinare il pericoloso “paradosso del giovane guidatore”, secondo il quale una condotta di guida imprudente e senza conseguenze rafforza la convinzione di essere immune dai rischi.

Nel corso dell’incontro si succederanno gli interventi di Luca Iobbi, comandante provinciale della Polizia Stradale di Ascoli, Jonni Perozzi, rappresentante dell’associazione italiana “Familiari e Vittime della strada”, Cristiano Barboni comandante del radiomobile presso il comando provinciale dei Carabinieri di Ascoli, la presidentessa della sezione ascolana della Croce Rossa Cristiana Biancucci e il dottor Daniele Luciani del Dipartimento di prevenzione di Area Vasta 5.

m.n.g.

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