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Regionali, Acquaroli:
«Orgoglioso per la scelta»
La Lega: «No a fughe in avanti»

POLITICA - Acque agitate nel centrodestra dopo che FdI ha indicato come candidato il deputato di Potenza Picena. In lizza c'era anche Guido Castelli, ex sindaco di Ascoli. La Meloni pretende lealtà dagli alleati

Giorgia Meloni e Francesco Acquaroli

«Sono orgoglioso e soddisfatto di questa scelta, un riconoscimento del lavoro fatto dalla nostra squadra sul territorio». Poche parole, nessun accenno agli alleati, una tranquillità di facciata. Così Francesco Acquaroli oggi sabato 21 dicembre, a poche ore dall’investitura ricevuta direttamente da Giorgia Meloni come candidato governatore del centrodestra per Marche 2020. Il deputato di FdI, che era in lizza con l’ex sindaco di Ascoli guido Castelli, glissa e mostra ottimismo, nonostante sia difficile nascondere gli effetti della bomba sganciata ieri dal suo partito sugli alleati. La rivendicazione del nome per le Marche fatta da Fratelli sulla base del vecchio accordo sulla spartizione delle regioni con Lega e Forza Italia non è affatto piaciuta dalle parti del Carroccio. Il commissario regionale Arrigoni l’ha letta come una fuga in avanti, condannandone addirittura il metodo. Matteo Salvini, infatti, pare abbia altri programmi per le Marche, di sicuro la Lega come aveva detto lo stesso Arrigoni stava lavorando a una rosa di nomi. Ed è per questo che l’uscita di FdI ha spiazzato tutti. Ma Giorgia Meloni tira dritto e rilancia: «Raffaele Fitto in Puglia e Francesco Acquaroli nelle Marche sono due candidature estremamente competitive – dice – siamo al lavoro su tutte le Regioni. Anche questi nomi fanno parte di un accordo generale che avevamo preso da qualche settimana. Se c’e’ un accordo che riguarda tutti i candidati anche noi approveremo i candidati che ci vengono proposti. L’importante è ufficializzare che Fitto e Acquaroli rientrano nell’accordo generale. L’ok della Lega lo do per scontato. Noi siamo leali e in Emilia Romagna appoggiamo Borgonzoni. Mi aspetto che anche la Lega lo sia».

Da sinistra: Luigi Zura Puntaroni, Mirco Carloni, Sandro Zaffiri e Marzia Malaigia

Il secondo richiamo alla lealtà agli alleati in meno di 24 ore se non è un segnale d’allarme sulla tenuta della coalizione poco ci manca. E non a caso oggi il gruppo consiliare della Lega in Regione condanna ancora più fermamente l’uscita di FdI. «Non intendiamo porre veti su alcuno – dichiarano Sandro Zaffiri, Marzia Malaigia, Luigi Zura Puntaroni e Mirco Carloni – Sul metodo, invece, abbiamo molto da dire ritenendolo inaccettabile. Noi vogliamo davvero vincere le elezioni e portare il cambiamento che i marchigiani si aspettano, affidandoci una grande fiducia e altrettanta responsabilità. La Lega è forza trainante, imprescindibile, di questo desiderio di cambiamento, come già ampiamente dimostrato dalle elezioni europee».

Guido Castelli (foto Vagnoni)

«Proprio per questo ribadiamo, ancora una volta, che non accettiamo e non accetteremo fughe in avanti sui nomi, ancor più se decise altrove e senza alcun coinvolgimento del territorio -è la prosecuzione-. Per noi prima di tutto vengono i marchigiani, poi le bandierine. Prima il “cosa” fare, poi il “chi” scegliendolo tra le personalità che meglio sono in grado di portare avanti un programma di effettivo rilancio e sviluppo della regione e capace di rappresentare i necessari equilibri politici. Non sono dettagli le scelte su “cosa fare” per uscire dal “pantano”, cosa proporre ai giovani che stanno andando altrove, cosa proporre per far funzionare la sanità, come uscire dall’emergenza terremoto e ridare dignità ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia e presi in giro da Ceriscioli e dal Pd. I marchigiani hanno bisogno di libertà, di idee e di cambiamento». «Per la prima volta grazie a Salvini potrà esservi lo stesso vento di libertà della Lombardia, del Veneto, anziché questa stagnazione che il Partito Democratico ha causato portando la Regione Marche verso le economie del sud -concludono-. Siamo certi che Matteo Salvini, insieme a Paolo Arrigoni, sapranno cogliere e rappresentare queste istanze e avviare un percorso virtuoso, con l’obiettivo di dare risposte concrete ai marchigiani e traghettare le Marche nel futuro».
Insomma l’aria in casa centrodestra si è fatta tesa all’improvviso. E proprio a poche ore dall’arrivo di Salvini nelle Marche.

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