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Soprintendenza Marche Sud,
Casini (Regione): «Ho scritto al ministro
Franceschini per sostenere Ascoli»

ASCOLI - Dopo l'annuncio di voler istituire una sede nelle "Marche meridionali", e dopo l'appello rivolto dal sindaco Fioravanti a tutti i colleghi del Piceno, al presidente della Provincia e alla stessa vice presidente della Regione, l'ascolana ha già parlato con il capo del dicastero per i Beni e le Attività culturali

Palazzo Panichi, che ospita il Museo Archeologico statale, è pronto a fare altrettanto con la Soprintendenza Marche Sud

Dopo l’annuncio di Dario Franceschini di voler istituire la Soprintendenza “Marche Sud”, la vice presidente della Regione Marche, l’ascolana Anna Casini ha già contattato il capo del dicastero dei Beni e attività culturali e del Turismo. Lo ha fatto anche dopo l’appello che le ha pubblicamente rivolto Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli. Quest’ultimo, per avere… manforte, pochi giorni fa ha scritto anche a tutti i sindaci del Piceno e al presidente delle Provincia, Sergio Fabiani.

Anna Casini

«Appena ho avuto notizia dell’istituzione della Soprintendenza “Marche Sud” – dice la Casini – a seguito di un costruttivo confronto con l’assessore alla cultura di Ascoli, Donatella Ferretti, e dopo aver parlato con il ministro dei Beni e attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ho inoltrato allo stesso Ministero una missiva nella quale, oltre a complimentarmi per la scelta politica fatta della creazione della nuova Soprintendenza, ho perorato la causa di Ascoli come sede dell’importante struttura ministeriale. Ho scelto di muovermi senza clamore, perché il risultato che tutti auspichiamo deve essere raggiunto tenendo unite le Marche del sud, vista la delicatezza del tema».

Il sindaco Fioravanti

«Se avessi avuto una chiamata o una lettera da parte del sindaco – aggiunge – l’avrei aggiornato su quanto fatto e quanto sto facendo per la città. La speranza è che questa opportunità possa realizzarsi con il territorio unito, senza tensioni e senza speculazioni di sorta. Ritengo che la città di Ascoli – conclude la vice presidente della Regione – abbia tutte le carte in regola a partire da una struttura adeguata come Palazzo Panichi e una tradizione artistico-culturale adeguata. Un riconoscimento in tal senso sarebbe un vanto per tutto il Piceno, e di certo un’occasione da non perdere dopo la rinuncia del capoluogo come “Capitale italiana della Cultura” e dopo i problemi avuti sulla pratica Unesco».


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