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Sindaci e terremoto,
l’attacco di Stangoni
sul nuovo commissario:
«No ai giochi di palazzo,
la nomina sia condivisa»

ACQUASANTA TERME - Il primo cittadino non usa mezzi termini: «Basta prese per i fondelli e passerelle. Prima di ripartire da un'altra figura occorre condivisione con chi vive il territorio, altrimenti sarà protesta ulteriore». Confermata la mobilitazione del 15 gennaio a Roma

di Luca Capponi 

«La nomina nuovo commissario per la ricostruzione deve essere condivisa con i sindaci del cratere, non è accettabile che si riparta da un’altra figura senza avere interpellato chi vive il territorio. Se devono fare i giochi di palazzo come sono abituati a fare, venissero a spiegarci, altrimenti sarà protesta ulteriore. Non siamo disposti a farci prendere per i fondelli dai vari Conte e Di Maio».

Il sinadco di Acquasanta Stangoni (foto Vagnoni)

Continuano le scintille sul fronte post terremoto. Da una parte il Governo, dall’altra i rappresentanti del territorio colpito dalla tragedia del 2016/2017, in particolare quello Piceno. A tornare sull’argomento, a pochi giorni dalla protesta che si terrà a Roma, è il primo cittadino di Acquasanta Terme Sante Stangoni. Che non usa mezzi termini e, soprattutto, non le manda a dire. «Finora la gestione del sisma è stata per lo più in mano ai 5 Stelle -aggiunge Stangoni-. Siccome loro si sono sempre mostrati a favore della condivisione, credo che in caso di sostituzione dell’attuale commissario Farabollini debbano interpellarci sul nome che vogliono proporre. In caso contrario si dimostrerebbero peggio di quelli che hanno governato fino ad oggi, visto che sarebbe l’ennesimo esempio di una condivisione solo teorica che finora non ha avuto luogo per nessuna scelta fatta e non fatta».
«Ripeto, prima che venga nominato il nuovo commissario, spero a breve, ci deve essere comunicato il nome -conclude il sindaco di Acquasanta-. Ormai sono abituati a venire qui, fare passerelle, andare via e non risolvere problemi, siamo stufi, devono venire a chiederci che ne pensiamo. Siamo pronti a toglierci i panni di sindaco per affrontare la questione da montanari quali siamo, persone che abitano e tengono a queste terre».

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