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Sindaci e terremoto,
Augusto Curti:
«Subito un nuovo Commissario»

FORCE - Il primo cittadino, e coordinatore piccoli Comuni Anci Marche, risponde alle dichiarazioni di un esponente del Movimento 5 Stelle, rilasciate a Cronache Picene. Per Curti, il sostituto di Farabollini, non riconfermato dal Governo, dovrà essere una persona «che venga dal mondo politico ed abbia il coraggio di battere i pugni quando ce n’è bisogno!»

Augusto Curti, sindaco di Force

Dopo le affermazioni del Movimento 5 Stelle, rilasciate a Cronache Picene attraverso Feliziano Ballatori, è ora Augusto Curti, sindaco di Force e coordinatore piccoli Comuni dell’Anci Marche, ad intervenire sulle problematiche relative al sisma e al Commissario per la Ricostruzione Piero Farabollini, non riconfermato dopo la scadenza del mandato. «Sono contento – afferma Curti – che anche il Movimento 5 Stelle si sia reso conto che alla fine avevamo ragione noi sindaci. Da sempre sosteniamo che c’è bisogno di un maggior protagonismo dei territori. Forse qualche pentastellato non si è reso conto che il Governo Lega e M5S ha scelto (vantandosene) di esautorare le Regioni e quindi i Comuni dalle scelte strategiche sul terremoto a favore dei cittadini».

«Pugnalare alle spalle il Commissario,  dopo averlo nominato, è paradossale ma è un gesto che non mi meraviglia», aggiunge il sindaco, da sempre attento alle tematiche del terremoto e che alla protesta fa seguire la proposta: «Se è la politica che deve risolvere i problemi, è necessario che il nuovo Governo nomini subito un nuovo Commissario che venga dal mondo politico, in grado di capire le vere esigenze di cittadini ed imprese per poi dare una vera svolta. Un Commissario che non si trinceri dietro il suo ruolo tecnico ma abbia il coraggio di battere i pugni quando ce n’è bisogno!»

Piero Farabollini

«La gestione del Commissario nominato dal governo giallo verde – sono ancora le parole del primo cittadino di Force – è stata fallimentare, nonostante le tante tante aspettative dei marchigiani che per la prima volta hanno visto un conterraneo in un ruolo chiave per cambiare le cose. Sul sisma, Commissario e Governo giallo verde sono stati zero. Praticamente come gli atti che hanno emanato. E se oggi abbiamo un decreto sisma che non ci soddisfa, sicuramente la colpa è anche di chi come Farabollini doveva rappresentarci in tempi non sospetti sui tavoli romani senza, purtroppo, esserne capace».

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