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Ascoli, Da Cruz: «Ho perso la testa
a causa di insulti razzisti,
tifosi non abbandonateci»

SERIE B - L'olandese a Trapani, dopo l'espulsione, ha reagito verso i tifosi: «L'arbitro mi aveva già minacciato. Perché? Mi scuso con chi non mi ha insultato»

Da Cruz dpo l’espulsione sotto al settore dei tifosi dell’Ascoli

L’espulsione nel finale contro il Trapani, la lite con i propri tifosi, l’Ascoli che rompe i rapporti con Da Cruz. All’indomani dei fattacci di Trapani l’olandese ha rilasciato una lunga intervista al sito online Gianluca Di Marzio.
Al 94′, sul punteggio di 3-1, Da Cruz è stato espulso per un fallo di gioco: mentre lasciava il campo passando vicino al settore ospiti, ha avuto un acceso diverbio con i 72 tifosi ascolani presenti allo stadio. Momenti tesi, tanto che lo stesso Da Cruz è stato raggiunto e accompagnato fuori dagli uomini sicurezza e dai dirigenti bianconeri presenti a bordo campo, tra i fischi e gli insulti dei tifosi. A fine gara, la società ha preso una posizione netta (in attesa di vedere se e quali sanzioni potranno essere prese). Lo scorso ottobre, sempre per motivi disciplinari, Da Cluz (che proprio sabato scorso ha compiuto 23 anni) era stato escluso dall’Ascoli per una giornata in seguito ad una lite in allenamento con il compagno di squadra Gravillon.

Da Cruz commentando l’accaduto di Trapani ha detto di aver ricevuto «insulti razzisti intollerabili, e per questo ho perso il controllo. Ho sbagliato a entrare in tackle, ero in ritardo per prendere la palla, ma non era mia intenzione toccare il giocatore del Trapani. Nel primo tempo il mio compagno di squadra Gerbo ha discusso con l’arbitro Camplone del suo cartellino giallo: ho cercato di tenere Gerbo lontano da lui, ma l’arbitro – racconta Da Cruz –  si è avvicinato e mi ha detto che mi avrebbe dato un cartellino rosso. Non stavo facendo nulla di male. Ho sbagliato in passato con il mio comportamento in campo, ma non è questo un motivo per minacciarmi e trattarmi in modo. Ho il diritto di essere trattato in campo come chiunque altro».

«Quando ho ricevuto il cartellino rosso, comunque, ero calmo e volevo andare fuori dal campo. L’ho accettato – ha aggiunto Da Cruz – Alcuni tifosi dell’Ascoli però hanno iniziato a insultare me e la mia famiglia anche con espressioni razzisti. Così ho perso il controllo, quelle parole mi hanno mandato fuori di testa. Mi scuso ancora con quella parte di tifosi che non aveva niente contro di me. La partita mi ha frustrato perché abbiamo giocato male, stavamo perdendo e non siamo riusciti a segnare in superiorità numerica – ha concluso l’olandese – Dobbiamo assumerci le colpe noi come squadra, dovremmo fare molto meglio. Lavoriamo duro ogni giorno e vogliamo vincere. Che i tifosi possano essere arrabbiati con noi è un conto, ma per favore continuate a sostenerci. Abbiamo bisogno che siate con noi. Non contro di noi».

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