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Forza Italia, Regoli: «Non sapevo
dell’azzeramento delle cariche»

ASCOLI - L'ex vice commissaria risponde al senatore Francesco Battistoni: «Se c’è qualcuno nelle Marche che rema contro, sono i soliti personaggi che hanno sempre perseguito esclusivamente finalità personali. Non di certo chi, negli ultimi cinque anni, ha svolto con serietà impegno dedizione quotidiana passione e competenza, attività per il partito, macinando km, attingendo peraltro dalle proprie tasche per trasferte hotel e quant’altro»

«Siamo contenti di aver appreso ieri, attraverso Cronache Picene (leggi l’articolo), e a ben due mesi dall’arrivo nelle Marche del nuovo commissario regionale Battistoni, che i ruoli precedenti sono stati azzerati con il suo arrivo». E’ quello che afferma Claudia Regoli, esponente storica di Forza Italia ad Ascoli, già coordinatrice regionale dei club e vice commissario forza Italia Marche.

Claudia Regoli

«In effetti – prosegue – che il ruolo del Commissario fosse quello di azzerare le cariche e mettere la sordina ad eventuali voci critiche rispetto a una linea politica che sta sempre di più marginalizzando Forza Italia (vedi i risultati in Emilia Romagna), lo si era capito. Capisco anche che dopo due mesi non si possa avere contezza delle situazioni territoriali, ma se c’è qualcuno nelle Marche che rema contro, sono i soliti personaggi che hanno sempre perseguito esclusivamente finalità personali. Non di certo chi, negli ultimi cinque anni, ha svolto con serietà impegno dedizione quotidiana passione e competenza, attività per il partito, macinando chilometri, attingendo peraltro dalle proprie tasche per trasferte hotel e quant’altro (in controtendenza con chi utilizza Forza Italia per crearsi lo stipendio). Ritengo di avere il diritto di parlare anche da semplice militante “storica” di Forza Italia. E mi confortano le moltissime telefonate di apprezzamento ricevute, da addetti ai lavori e non, a conferma di opinioni e valutazioni diffuse tra i nostri elettori».

La Regoli prosegue: «Sono di Forza Italia dal 1994 – afferma – iscritta al partito da quel di: non mi hanno mai appassionato i ruoli vuoti, tanto per avere una medaglietta sul petto; quelli ricoperti sin qui avevano un preciso senso, legato al merito, ed una funzionalità reale per il partito: li ho portati avanti raggiungendo sempre gli obiettivi fissati. Fino al 23 dicembre scorso, quando anche nelle Marche si è tornati a vecchi metodi di non condivisione e coinvolgimento, lamentati da più parti. Pochi giorni fa lo stesso senatore Cangini, eletto nelle Marche, in un’intervista sul resto del carlino ha parlato di mancato invito ad alcuni eventi di partito. A proposito degli incontri sul territorio di cui ha parlato il commissario Battistoni, ad Ascoli due settimane fa si è svolta un’assemblea provinciale alla presenza di 15 persone a fronte di un tesseramento che nel 2018-2019 ha visto numero 591 tesserati. Non vorrei che a forza di escludere gli altri e di ragionare per ‘correnti’, si finisca per rimanere esclusi. L’unico azzeramento di cui vale la pena preoccuparsi è quello dei militanti, degli elettori, dei consensi.

Francesco Battistoni (Foto Vagnoni)

Solo gli stolti non cambiano idea, ma il cambiamento in odore di regionali a mo’ di “chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdámmoce ‘o ppassato” risulta poco credibile proprio agli occhi degli elettori. Il vero cambiamento -sottolinea l’esponente forzista- si fa proponendo persone e comportamenti nuovi, credibili e non i personaggi che hanno prodotto gli errori del passato (recente e meno recente). Non certo facendo finta che il passato non esista. La mia strada è sempre la stessa, quella della buona politica. Se per la “nuova” Forza Italia è sbagliata, non lo è per me. Gli altri movimenti politici cercano il coinvolgimento e la partecipazione di persone capaci, appassionate, provenienti dalla società civile e dal mondo delle professioni. Noi dopo averne molto parlato abbiamo invece abbandonato il progetto dell’Altraitalia che doveva vederle protagoniste. Non solo: Forza Italia adesso allontana ogni voce che si permette di esprimere una critica  ed ha perso la sua straordinaria capacità di aggregare persone e culture politiche diverse intorno ad un progetto di cambiamento della società. Solo la strada del rinnovamento -conclude- della partecipazione, del reale dibattito interno potrà darci la speranza di recuperare consenso. Il resto sono solo inutili e dannose scorciatoie che ci renderanno marginali. Nelle Marche e non solo».


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