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Non perderanno il Cas gli sfollati
che ora abitano fuori regione

SISMA - Borrelli ha annunciato alle Regioni che sta predisponendo una rettifica all'ordinanza 614. Piero Celani: «Un po' di tranquillità alle famiglie già provate a causa dell'inagibilità della loro casa». Entro il 18 marzo tutti i percettori devono rinnovare la domanda per il contributo presso i Comuni di residenza

Il dipartimento di Protezione civile sta predisponendo una rettifica alla nuova ordinanza sul sisma (la 614 del 2019) per il riconoscimento del contributo di autonoma sistemazione anche alle persone che abbiano trasferito la propria dimora in un Comune limitrofo, ma al di fuori del territorio regionale.  Lo ha comunicato Angelo Borrelli, capo della Protezione civile nazionale, con una nota ufficiale alle Regioni. L’ordinanza 614, nel ridefinire la concessione del Cas che i cittadini sono chiamati a rinnovare attraverso appositi moduli da presentare nel Comune di residenza entro il 18 marzo 2020, escludeva dall’elenco dei percettori i nuclei familiari che avevano trasferito la residenza o il domicilio fuori regione. Oltre al danno la beffa dunque, per tutte quelle famiglie che avevano trovato una soluzione per abitare, seppure in un regione vicina, in attesa di tornare nella propria casa danneggiata dal sisma del 2016. Il caso più emblematico nel Piceno era stato messo in evidenza da Armando Falcioni, sindaco di Maltignano dove  diverse famiglie erano a rischio Cas perché si sono momentaneamente trasferite a pochissimi chilometri di distanza, ma nella regione Abruzzo. 

Piero Celani (Foto Vagnoni)

«Finalmente sono state ascoltate le esigenze dei territori», afferma Piero Celani, vice presidente del consiglio regionale delle Marche, che aveva denunciato a Regione Marche e Governo il grave disagio a cui sarebbero andati incontro i cittadini che il 18 marzo (data di entrata in vigore dell’ordinanza Borrelli) si sarebbero visti privati del prezioso aiuto.

«Questo provvedimento – aggiunge Celani – si spera possa ridare un minimo di tranquillità a tutte quelle famiglie già fortemente provate causa l’inagibilità delle loro abitazioni e che rischiavano di non vedersi riconosciuto il Cas solo per cavilli burocratici».

 


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