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Paralisi Coronavirus:
in una Riviera desolata,
anche lo sport dilettantistico
vede lo spettro della crisi (Le foto)

EMERGENZA - Il presidente della Polisportiva San Benedetto City, Alessio Collini, si appella alle istituzioni: «Non dimenticatevi di noi! Servono misure urgenti ed eccezionali». Ecco quali
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Via Montebello, nel cuore di San Benedetto: deserto totale

di Marco Braccetti

(fotoservizio di Alberto Cicchini)

Una Riviera sempre più vuota s’interroga sul futuro. Girando lungo la costa picena, s’incontrano sempre meno persone. Il sindaco di San Benedetto, Pasqualino Piunti, si è detto «estremamene soddisfatto» della correttezza con cui stragrande maggioranza della popolazione sambenedettese sta rispettando le nuove, stringenti, norme sul distanziamento sociale, varate dal Governo per contenere il dilagare del Coronavirus.

Il sindaco Piunti con i Carabinieri che effettuano i controlli all’imbocco del lungomare

Così, di giorno in giorno, il flusso di gente in strada si riduce all’essenziale: come portare il proprio cane fuori per i bisogni fisiologici, fare la spesa e – per le poche categorie a cui ancora è consentito – andare e tornare da lavoro. Lo sforzo di intere famiglie si tramuta in orgoglio nazionale, espresso appendendo il tricolore a balconi e finestre. Le forze dell’ordine continuano con controlli serrati (sanzionando i “furbetti dell’autocertificazione” che, comunque, non mancano, pur essendo sparuta minoranza) mentre gli operatori della pubblica assistenza fanno in continuazione la spola tra farmacie e abitazioni private per la consegna dei farmaci a persone che non vogliono (o non possono) uscire di casa. Quasi la totalità dei cittadini indossa le mascherine. Dai volti seminascosti spuntano sguardi carichi d’interrogativi: “Quanto finirà quest’emergenza?” E, soprattutto: “Come faremo a rialzarci dopo una mazzata del genere?”.

Alessio Collini

Interrogativi che agitano l’intero tessuto socio-economico rivierasco, compresi gli ambienti dello sport. A tal proposito, si fa sentire il grido d’allarme lanciato da Alessio Collini, giovane presidente della Polisportiva San Benedetto City, associazione dilettantistica impegnata nel calcio a cinque e nella pallacanestro. Un grido preceduto da un importante preambolo: «Quando parliamo di sport – sostiene Collini – siamo tutti abituati a pensare ai massimi livelli, alle star multi miliardarie, agli atleti pluripremiati, agli stadi ed ai palazzetti gremiti di gente ed appassionati. Analizzando più a fondo però lo sport molte volte significa anche molto altro. Al di sotto del mondo dei professionisti esiste tutto un mondo ed un sistema che fa sport tutti i giorni senza però essere al centro delle luci della ribalta, ma solo per passione e per creare un collante all’interno della società. Tutto questo è rappresentato dalle associazioni sportive dilettantistiche, vera linfa dello sport in Italia. Cuore pulsante della passione di migliaia di atleti nel nostro paese che grazie a queste associazioni posso praticare sport a qualsiasi livello».

Spiaggia sempre off limits

Stando ai dati snocciolati dal presidente «solo nella provincia di Ascoli ci sono 45 società sportive, una rete sociale invisibile ma estremamente fondamentale nei rapporti sociali e non solo del nostro Paese. L’importanza dello sport nei paesi industrializzati oggi è enorme, genera un’economia che è in Italia è la quarta maggiore del paese, coinvolge il 65% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, e se si considera anche il livello amatoriale si arriva a 34 milioni di italiani coinvolti. Una risorsa inestimabile per il nostro paese che in tutti i modi deve essere difesa».

Viale De Gasperi

Con queste fondamentali premesse, Collini entra nel nocciolo del problema attuale, proiettandosi anche verso il futuro: «Superata questa emergenza, noi presidenti di società sportive potremmo non essere più in grado di garantire più tutto questo, potremmo non avere più a disposizione gli strumenti necessari per svolgere il nostro ruolo di educatori sociali. Ed è per questo che lancio un appello alle istituzioni: non dimenticatevi di noi! Servono misure urgenti ed eccezionali, come ad esempio l’acceso al credito sportivo con lo stato che faccia da garante e la sospensione di tutti pagamenti per un anno. Seppur sono il presidente più giovane della regione Marche, a 28 anni, dopo 8 anni di esperienza con la mia polisportiva, sono pronto a mettermi a disposizione per qualsiasi iniziativa che tuteli la nostra attività».

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