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Ameli (Pd): «Sulle scuole persi tre anni,
è in gioco la sicurezza
di studenti e insegnanti»

ASCOLI - L'intervista al capogruppo dem dopo la decisione del Comune di abbandonare la via del project financing. «Senza i risultati delle analisi sulla vulnerabilità sismica è impossibile fare i progetti. Spero che studenti, famiglie e docenti rivendichino il diritto ad avere edifici sicuri»
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La scuola media “Massimo D’Azeglio” (foto Vagnoni)

di Renato Pierantozzi

«La rinuncia al project financing sulle scuole (leggi l’articolo) è soltanto una mossa politica visto che il progetto era già stato bocciato dal Commissario e serve per cercare di sconfessare quanto fatto dall’ex sindaco Castelli senza risolvere i problemi». E’ il commento del capogruppo del capogruppo del Pd, Francesco Ameli, nel day after il Consiglio comunale di Ascoli Piceno in cui il sindaco ha messo una pietra tombale sul coinvolgimento dei privati nella ricostruzione e sistemazione delle scuole comunali dopo il sisma del 2016. «In gioco -continua l’esponente dem- c’è la sicurezza dei bambini, delle famiglie e dei docenti, non dimentichiamocelo. Oltre agli 36 milioni della ricostruzione disponibili da anni ormai».

Francesco Ameli

Capogruppo Ameli qual è ora la via di uscita secondo lei?

«Senza i risultati delle analisi della vulnerabilità degli edifici scolastici non si possono fare i progetti. E questi risultati ancora non ci sono. Abbiamo fatto una interrogazione ad hoc per capire perché ci si sta mettendo nove mesi e non tre ad esempio. Forse si voleva aspettare la fine dell’anno scolastico?».

Di mezzo c’è stata l’emergenza Covid-19…

«Non è una scusa, visto che per questa tipologia di lavori non è stata prevista alcuna sospensione. Per non parlare poi delle conseguenze positive sull’indotto cittadino (hotel, b&B, ristoranti) che lavori per 36 milioni potrebbero dare».

La soluzione del project non avrebbe avuto tempi più veloci rispetto all’iter ordinario?

«Ci sono Comuni, come Perugia, Macerata e altri anche più piccoli, che hanno già inaugurato le cosiddette scuole del “commissario” finanziate al pari di quelle ascolane che invece ancora non hanno nemmeno i progetti. Anche un iter ordinario può essere veloce senza perdere tempo o voler illudere privati con progetti che sin dall’inizio non avrebbero avuto luce. Le condizioni del project sono state sempre quelle nonostante orientamenti politici un po’ diversi a livello comunale da parte di Lega o di Fdi. Gli unici sconfitti in questa fase sono studenti, docenti e famiglie che si ritrovano questi edifici nonostante i fondi stanziati da anni».

La scuola media di Monticelli chiusa dal 2016

Al di là del coinvolgimento o meno dei privati, perché ancora non è partito il progetto di sistemazione della scuola media di Monticelli chiusa ormai da tre anni e finanziata anche con fondi europei che hanno una scadenza?

«La classe politica che governa il Comune non è in grado nemmeno di gestire e dare i giusti indirizzi alla macchina tecnica del Comune. E’ chiaro che manca una visione sulla città e la capacità di far lavorare i tecnici che ora sono finiti nel mirino degli assessori (leggi l’articolo) e del sindaco in un gioco delle parti che serve solo a nascondere la polvere sotto al tappeto e a posizionarsi in vista delle prossime elezioni regionali. Su Monticelli il progetto è stato approvato a metà aprile e non a novembre come detto dal sindaco. Anche sbandierare cronoprogrammi senza avere in mano i risultati delle analisi sulla vulnerabilità sismica che, ripeto, si potevano fare in 90 giorni e non in un anno è soltanto l’ennesima presa in giro».

Che può fare allora il Comune?

La sede della Malaspina

«Il sindaco chiede poteri speciali e deroghe come scusa per agire, ma poi si resta fermi per due anni come nel caso del project. Ora il Comune è rimasto con il cerino in mano con risultati sulla vulnerabilità che temo possano essere pessimi, mentre altri enti a noi vicini come Folignano nel frattempo hanno approfittato dei fondi per l’emergenza, che ora non ci sono più, per fare scuole temporanee dove sistemare i ragazzi in attesa dei lavori. I risultati ad esempio sulla Malaspina sono noti da un anno, ma ancora non i lavori non sono partiti. E’ l’ennesima prova che la politica non controlla e non dà indirizzi ai tecnici».

Come ripartirà il prossimo anno scolastico?

«Invito docenti, famiglie e alunni a rimanere vigili senza perdere la dignità e rivendicare con forza il diritto ad avere una scuola sicura. Spero che le coscienze di tutti si risveglino».

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