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Il distributore di Castel di Lama,
accende il Consiglio comunale
Il sindaco Bochicchio:
«Perché siamo arrivati a questo?»

IL CASO - Ammonta a 150.000 euro, finora, l’esborso del Comune per il tardivo rilascio alla società “Le Querce” del permesso per realizzare la struttura nella zona Selvette. Scintille tra l'assessore Cannella e l'ex presidente del consiglio Peroni. L'amarezza del primo cittadino
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di Claudio Felicetti

Ammonta complessivamente a 150.000 euro, finora, l’esborso del Comune per il tardivo rilascio alla società “Le Querce” di Gaudenzio Lunerti del permesso per realizzare un distributore carburanti nella zona Selvette (leggi qui), di cui oltre 80.000 euro (come stabilito dalla sentenza Tar) per il risarcimento danni e quasi 70.000 per le spese giudiziarie e la liquidazione delle parcelle agli avvocati (in via di completamento) che si sono alternati nel corso degli anni a rappresentare l’Ente nei vari giudizi.

Il sindaco Bochicchio (Foto Vagnoni)

Intanto gli agenti della Guardia di Finanza di Ancona sono tornati nuovamente in municipio per acquisire altra documentazione utile ai fini dell’indagine avviata dalla Corte dei Conti a seguito della trasmissione della sentenza da parte del Tar.

Per la verità, era stato già lo stesso Lunerti, nel 2016, a inviare un corposo dossier alla Magistratura contabile con tanto di cronistoria, sentenze, atti ufficiali, articoli di cronaca e perfino la trascrizione della registrazione audio di una seduta consiliare, con l’invito a voler “verificare tutte le ipotesi di responsabilità e di danno erariale derivate dalla vicenda, individuando ed agendo nei confronti di tutti i soggetti responsabili”.

La conferma dei 150.000 euro usciti dalle casse comunali per il caso distributore è arrivata dal sindaco Mauro Bochicchio nel corso del Consiglio comunale del 7 luglio, in cui è stato approvato (astenuti i consiglieri di minoranza Vincenzo Camela e Cinzia Peroni, che pure si erano dichiarati favorevoli, assente l’ex sindaco Francesco Ruggieri) il riconoscimento del debito fuori bilancio. Entro il 15 del mese l’ufficio Ragioneria del Comune provvederà a liquidare la somma alla società “Le Querce”.

Cinzia Peroni (Foto Vagnoni)

In apertura il sindaco ha letto i passi salienti della sentenza del Tar pubblicata il 2 maggio scorso laddove i giudici parlano di “reiterato diniego” al rilascio del permesso con le stesse motivazioni già censurate e discrezionalità amministrativa utilizzata fin troppo. «Ora – ha concluso con amarezza Bochicchio – dobbiamo chiederci perché siamo arrivati a tutto questo».

Il consigliere di minoranza Pio Silvestri ha subito precisato che nel 2006 la commissione edilizia di cui faceva parte approvò, con un solo voto contrario, il progetto del distributore, valutando anche la distanza dell’impianto dalle vicine querce secolari con l’ausilio della cartografia e il parere di due tecnici comunali. «Non posso dire – ha ricordato Silvestri – se nel frattempo furono avviate trattative tra l’allora sindaco Patrizia Rossini e la società, di certo io in qualità di assessore ai lavori pubblici non ebbi mai nessuna informazione in merito».

«La storia è cominciata nel 2006 – si è difesa la Peroni, prendendo subito le distanze – quando ero consigliere provinciale, quindi non devo chiedere scusa a nessuno. Inoltre, nel 2009 non ero in giunta, ma ricoprivo la carica di presidente del Consiglio comunale».

L’avvocato Anna Laura Luciani

La Peroni ha poi fatto riferimento a una non meglio precisata sensibilità ambientalista di quel periodo a cui si sarebbe ispirata la scelta degli amministratori, evidenziando inoltre che anche in Provincia a causa degli espropri dell’Ascoli-mare il riconoscimento dei debiti fuori bilancio era cosa all’ordine del giorno. «Sono completamente estranea a questa vicenda – ha poi replicato – se ci sono delle responsabilità, vanno accertate».

Camela, assessore nella giunta Rossini-bis (2009-2014), ha invece invocato la «filosofia della discrezionalità amministrativa» in relazione a una legge regionale che dava la possibilità di realizzare impianti di distribuzione carburanti in certe zone urbane. «Non c’è stato dolo – ha sottolineato – ma solo discrezionalità da parte dell’Amministrazione comunale».

Il consigliere del Pd ha poi chiesto conto a Bochicchio della sostituzione del legale di fiducia per l’ultimo giudizio al Tar quando, a suo avviso, era già tutto prestabilito.

«Pensavamo di dover fronteggiare un dissesto finanziario – ha tuonato l’assessore Paola Cannella – fortunatamente i giudici sono stati magnanimi. I 150.000 euro li pagheranno i cittadini a causa degli errori di chi è voluto andare avanti a ogni costo. Stiamo parlando di soldi dei cittadini – ha sottolineato rivolta alla Peroni – e quindi dobbiamo stare attenti anche a un euro. Rimango basita per questo tentativo della Peroni di arrampicarsi sugli specchi, piuttosto chiedete scusa pubblicamente».

Nel suo intervento finale il sindaco Bochicchio non ha fatto sconti. Prima ha ricordato alla Peroni il suo silenzio sulla vicenda quando, dal 2009 al 2014, era in maggioranza, poi a Camela l’aver votato la delibera numero 55 del 19 aprile 2010, atto di indirizzo politico-amministrativo al responsabile dell’Area tecnica, senza peraltro prevedere in bilancio le somme necessarie per spese giudiziarie, avvocati ed eventuali risarcimenti.

Quanto alla sostituzione del legale di fiducia per l’ultimo giudizio del Tar, il sindaco ha precisato che l’incarico non stava finendo, e che comunque l’avvocato Anna Laura Luciani, subentrato al collega Sergio Gabrielli, ha svolto al meglio la seconda parte dell’accordo curando la relazione sulla valutazione del danno, questione fondamentale nella fase istruttoria del procedimento. Un lavoro, quello della Luciani, che in ogni caso ha portato a una notevole riduzione dell’entità del risarcimento, a fronte dei 760.000 chiesti dalla controparte.

«Negli ultimi giorni della legislatura – ha scandito il sindaco rivolto a Camela e Peroni – potevate rilasciare il permesso, ma non siete stati capaci di risolvere il problema».

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