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Distributori e condanne, è scontro
L’assessore Cannella:
«Peroni non ha mai agito»

CASTEL DI LAMA - Botta e risposta tra l'ex presidente del consiglio e l'attuale membro della giunta sulla condanna infilitta al Comune per le mancate autorizzazioni alla società "Le Querce": «Dalla ex maggioranza di cui lei faceva parte rigore contabile solo a chiacchiere»
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«Alla verginità politica della consigliera Cinzia Peroni nessuno crede, perché questa vicenda è stata sul tavolo della maggioranza, di cui lei faceva parte, per 5 anni (2009-2014); se nulla ha fatto insieme ai suoi compagni, poco conta (“politicamente” parlando) che lei non fosse in giunta. Quando si viene eletti, e si fa parte di una maggioranza, si condividono onori e oneri, e soprattutto vige l’obbligo di adoperarsi nell’interesse della collettività».

L’assessore Paola Cannella

Inizia così la dura replica dell’assessore Paola Cannella sui fatti riguardanti la condanna (che ammonta a 81.000 euro) del Comune sulla questione della mancata autorizzazione alla società “Le Querce”per la realizzazoone di un distributore (qui l’articolo) e sugli ultimi sviluppi avvenuti in Consiglio, in particolare al diverbio con la Peroni (leggi qui).

«La storia di quel quinquennio racconta che Cinzia Peroni preferiva sin dall’inizio del 2012 ricattare politicamente Patrizia Rossini piuttosto che incidere su una questione che stava già diventando molto complicata -continua Cannella-. Pare incredibile come la seconda carica di una amministrazione comunale (la Peroni era presidente del Consiglio comunale) in quel periodo sentisse la forte necessità di azzerare la giunta o eliminare lo staff del sindaco, ma non avesse la stessa sensibilità su questa vicenda».

«Il mio intervento, durante il Consiglio comunale, era incentrato proprio sulla leggerezza con la quale la consigliera parlava dei debiti fuori bilancio -ribadisce-. Su questa storia ci sono state una serie di sentenze tutte a sfavore dell’amministrazione e non si può affermare di non avere colpe se per 5 anni si sono sempre votati i bilanci nei quali non figuravano gli impegni di spesa per gli avvocati, ma contemporaneamente si teneva in scacco un sindaco (e si prendeva in giro una città) scrivendo letterine nelle quali auspicava “stili di vita pubblici sobri e improntati al massimo rigore contabile ed amministrativo”».

«Quel rigore contabile però erano solo chiacchiere -conclude Cannella-. Non a caso, oltre al mancato impegno delle somme per pagare l’avvocato del comune,  quando venne proposto di creare un apposito fondo per pagare i possibili danni da ritardo che sarebbero scaturiti dal rilascio del permesso a costruire, la Peroni (assieme a tutti i membri della maggioranza) votò no, lasciando alle amministrazioni del futuro il pesante fardello. La Corte dei Conti sta ora verificando l’esistenza o meno di un danno erariale individuando eventualmente i colpevoli degli atti amministrativi dannosi per l’ente. Ma l’esito delle indagini non sposta il mio pensiero sul non agire politico della Peroni durante quel quinquennio».

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