facebook rss

Escursionisti recuperati,
Alberti (Soccorso Alpino):
«Così si affronta la montagna»

ASCOLI - L'operazione sul Vettore è terminata poco prima delle 4 del mattino. I 4 ragazzi, di Roma, stanno bene. Ecco com'è andata. Il consigli per evitare di correre rischi, da parte del responsabile dei volontari della stazione di Ascoli

I volontari del Soccorso Alpino della stazione di Ascoli

 

di Maria Nerina Galiè

C’è voluta quasi tutta la notte per riportare a valle i quattro escursionisti che ieri, domenica 12 luglio, hanno perso l’orientamento mentre scendevano dal Lago di Pilato, Montemonaco.

Mancava poco alle 4 del mattino di oggi quando la squadra dei Vigili del fuoco di Ascoli e i volontari della stazione ascolana del Soccorso Alpino, dopo averli raggiunti localizzandoli con il gps, li hanno riportati al parcheggio delle auto a Forca di Presta.

Due ore di cammino per andare e altrettante per tornare, nel cuore della notte, in un percorso tutt’altro che agevole, illuminati dalle sole lampade. 

I malcapitati erano stanchi, affamati e infreddoliti. Ma sani. Non hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari.

Si tratta di 3 ragazzi e una ragazza, di 26 e 27 anni, di Roma. Erano partiti da Forca di Presta diretti al Lago di Pilato, passando per il Rifugio Zilioli e le “Roccette”.

Il problema è sorto sulla via del ritorno. Si sono sbagliati ad hanno preso per il “Ghiaione est”. Nel frattempo la nebbia s’infittiva e si stava avvicinando la sera. Lì, approfittando del fatto che il telefono era in grado di connettersi, hanno chiesto aiuto alla centrale operativa del 118 che ha allertato i soccorsi specializzati.

La loro disavventura poteva capitare a chiunque. Ma sono stati bravi a dare subito l’allarme e non azzardare percorsi alternativi ma poco noti in quelle condizioni meteo.

I volontari del Soccorso Alpino di Ascoli durante il recupero di una persona ferita

Ecco i consigli per non trovarsi impreparati in montagna di Enrico Alberti, responsabile della stazione di Ascoli del Soccorso Alpino.

«In montagna vanno seguite alcune semplici e basilari precauzioni.

Innanzitutto non si dovrebbe partire troppo tardi, la mattina. Questo per evitare, in caso di prblemi, di rimanere bloccati sui sentieri in prossimità dell’arrivo del buio.
Gli interventi di notte infatti sono molto più complicati e soprattutto non si ha a disposizione il supporto dell’elicottero del 118 che vola solo di giorno (d’estate dalle 8 alle 20).
Partire di buon’ora inoltre riduce i rischi di incontrare nubi e maltempo in quanto di solito gli addensamenti si verificano nel pomeriggio mentre normalmente il tempo si mantiene stabile durante la mattinata.
Naturalmente è bene dare uno sguardo alle previsioni del tempo che oggi sono piuttosto affidabili.
Un altro capitolo riguarda l’attrezzatura seguito.
Un piumino ed un giubbino leggero ma impermeabile andrebbero sempre inseriti nello zaino.

Chiusi occupano poco spazio e non pesano. Ma una volta indossati garantiscono un buon isolamento termico e protezione da vento e pioggia.
Non sarebbe male portare una lampada frontale ma soprattutto è importante cercare di non scaricare la batteria del cellulare con foto e riprese (magari portare un powerbank) perchè i nostri cellulari hanno un gps integrato che funziona anche in assenza di rete (sia dati che telefonica).

In questo modo è possibile ottenere la propria posizione e poi, non appena si riesce a trovare campo anche solo telefonico, la si può inviare via sms o comunicare a voce per un intervento sicuramente più tempestivo».


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X