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Villa Sgariglia, degrado senza fine:
«Vogliamo risposte dal Comune»

ASCOLI - L'interrogazione dei consiglieri di opposizione Nardini e Canzian (Ascolto & Partecipazione) al sindaco Fioravanti: «Nonostante le sollecitazioni nulla si è mosso. Urge il recupero di questo patrimonio storico, culturale e arboreo»

Villa Sgariglia a Campolungo, Emidio Nardini e Antonio Canzian (Ascolto & Partecipazione) interrogano il sindaco Fioravanti.

«Lo storico complesso è attualmente in stato di pietoso abbandono con la chiesa retrostante che ha subito notevoli danni dal terremoto e le cui campane risalenti al 1800 sono state recentemente trafugate -attaccano i due consiglieri di opposizione-. Nonostante le sollecitazioni (qui l’articolo) affinché questo splendido bene di proprietà comunale venga recuperato a favore della città e del territorio e per salvaguardare un patrimonio storico-culturale di enorme pregio, nulla si è mosso».

Villa Sgariglia (Foto Vagnoni)

«Per questo chiediamo al sindaco di conoscere le ragioni per cui l’Ufficio comunale competente si è attivato così tardivamente (dopo sei anni) in seguito ai mancati pagamenti dei canoni di affitto da parte di chi aveva in affitto la parte coltivabile della proprietà, poi condannato a risarcire con 210.000 euro -vanno avanti Nardini e Canzian– Inoltre, vorremmo sapere se esiste l’inventario aggiornato dei beni di Villa Sgariglia e che cosa pensa di fare l’Amministrazione per preservare, recuperare e valorizzare un bene di sua proprietà e di enorme valore storico, culturale e arboreo».

La famiglia Sgariglia donò alla “Congregazione della Carità” di Ascoli i suoi beni consistenti in palazzi e terreni per circa 6 ettari in zona Campolungo nel 1903. Nel 1983 l’acquisizione del Comune. Nel 2000, attraverso un’asta pubblica, l’affitto della proprietà ad un coltivatore diretto il quale, nel 2008, dopo una causa promossa per inadempienza, fu condannato al risarcimento, mai versato.

«E’ del 2010 -concludono da “Ascolto & Partecipazione”- la stipula un contratto con due società che gestivano attività ricettive, sembra però senza gli inventari di consegna, cioè la descrizione obbligatoria delle particelle catastali investite in oliveti, vigneti, il relativo numero di piante, tra l’altro, 1.500 piante di olive della varietà “tenera ascolana” e circa 600 piante di oliva da olio».

Villa Sgariglia di Campolungo in stato di abbandono Lo sconcerto e l’allarme di Italia Nostra


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