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I farmacisti plaudono
alla mozione:
«Riconosciuto il nostro ruolo
durante il Covid»

ASCOLI - Come cambia il ruolo dei camici a seguito della pandemia. Parla il presidente dell'Ordine di Pesaro, Romeo Salvi: «Dobbiamo essere i primi a non banalizzare quello che è successo. Ci sono persone che vengono in farmacia convinti che non sia successo niente ed altri invece molto spaventati»
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L’approvazione della mozione in Consiglio regionale (leggi l’articolo) sul ruolo avuto dai farmacisti durante l’emergenza Covid-19 ha ripagato, in parte, i sacrifici dei camici bianchi che non hanno mai interrotto il lavoro dietro al bancone.

«E’ un punto di arrivo importante e allo stesso tempo punto di partenza -ha commentato il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Pesaro Romeo Salvi intervenendo durante la trasmissione “Pillole di salute” condotta dal collega Ugo Quartaroli – E’ stato ribadito che il farmacista è una delle figure sanitarie del nostro Paese che per una serie di motivi si era un po’ banalizzata. Ora si apre capitolo nuovo ed anche come Ordini dobbiamo dare nostro contributo».

Il dottor Ugo Quartaroli

Ora i farmacisti sono alle prese con l’attivazione del “Cup in farmacia”, il sistema di prenotazione delle visite (leggi l’articolo) a seguito dell’accordo stipulato a livello regionale.

«Mi piace ricordare il lavoro svolto insieme al compianto presidente di Federfarma Marche Pasquale D’Avella per quello che ha fatto -ha proseguito Salvi- Era stato deciso di partire tratti insieme, ma così non è stato. Ora la situazione sta migliorando».

Anche sulla presa in carico dei pazienti nella fase post-Covid i farmacisti sono in prima linea. «Potranno avere un ruolo importantissimo -ha aggiunto il presidente- anche nel ruolo della prevenzione. Ci sono pazienti a cui pare che non sia successo nulla, altri invece che sono molto preoccupati poiché hanno patologie croniche come diabete e scompenso.

Le farmacie hanno svolto un lavoro capillare e i farmacisti si sono comportati benissimo, ma sono anche stressati. Bisogna abituarci all’uso dei dispositivi come le mascherine come strumenti di prevenzione primaria per chi sta bene e secondaria per chi ha già delle patologie. Il farmacista non deve banalizzare e deve essere il primo a rispettare le regole».

(articolo pubbliredazionale)

 

 


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