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Nove medici di famiglia in pensione
nel Distretto sanitario di Ascoli
Il direttore Picciotti: «Un rinnovamento epocale»

SANITA' - Il cambio è capitato nel mezzo dell'emergenza da Coronavirus che, per la responsabile territoriale, ha anche insegnato qualcosa. Le misure straordinarie messe in atto dall'Area Vasta 5. Ecco i professionisti che hanno lasciato, o lo stanno per fare, il camice tra il 31 gennaio e fine agosto. Il caso di Monticelli

di Maria Nerina Galiè

Nel Distretto di Ascoli Piceno in 5 mesi, dal 31 gennaio 2020 al 30 giugno 2020, sono andati in pensione 8 medici di medicina generale ed un pediatra di libera scelta (vedi tabella sotto). Entro agosto andrà il nono.  

Un ricambio sostanzioso per la medicina territoriale, capitato nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria senza pari quanto inaspettata.

E’ stato difficile gestire il cambio per via delle restrizioni legate al Coronoavirus che hanno imposto la chiusura dell’ufficio Anagrafe assistiti, rimandando a telefono e mail il servizio (leggi qui)

Entro agosto andrà in pensione il dottor Francesco Cesaroni, che ha ambulatorio a Monticelli.

Giovanna Picciotti, direttore del Distretto di Ascoli dell’Area Vasta 5

«Sarà un rinnovamento epocale per il Distretto sanitario di Ascoli all’insegna della continuità della cura che il medico di medicina generale deve garantire all’utente», ha commentato il direttore Giovanna Picciotti.

E aggiunge: «Si tratta di un ricambio generazionale che però deve proiettarci in un nuovo modo di intendere la medicina territoriale che paradossalmente abbiamo imparato durante l’epidemia».

Si spieghi.

«Nella fase clou dell’emergenza tra medici, di famiglia e specialisti, si è instaurata una collaborazione senza pari.

C’è stato un continuo scambio di idee e opinioni sulla gestione dei casi.

Io stessa ricevevo centinaia di telefonate al giorno.

E’ tornato il vecchio metodo del consulto tra professionisti ma con il supporto dei nuovi strumenti tecnologici. Parlo della telemedicina, la teledermatologia ne è un’esempio.

Il virus ci ha costretto a rivedere il nostro modo di lavorare. Meno burocrazia ed un rapporto più stretto ed immediato tra specialisti, più efficace per il paziente».

Poi cita il caso di Monticelli, dove a breve andrà in pensione l’unico medico che ha lì l’ambulatorio.

«Monticelli è un quartiere con 12.000 abitanti.

Troppo poco un solo ambulatorio medico.

A giugno 2016 ho istituito la Casa della Salute, nella sede del Distretto Sanitario, nel Poliambulatorio del “Mazzoni”.

Nella Casa della salute fanno recapito a turno, una volta la settimana, 5 medici che hanno ambulatorio ad Ascoli  centro. Darò questa possibilità anche ai nuovi che arriveranno.

Negli stessi spazi c’è anche la guardia medica, operativa tutte le notti, il sabato, la domenica e i festivi.

Una copertura h24 tutta la settimana, che ha anche sortito l’effetto di diminuire i codici bianchi al Pronto Soccorso».

Degli 8 medici di famiglia, 4 avevano ambulatorio ad Ascoli, 1 ad Acquasanta, 1 a Roccafluvione, Montegallo e Venarotta, 1 a Rotella, 1 a Spinetoli (leggi qui).

A marzo sono state pubblicate sul Bur 8 carenze di medicina generale.

Per i pediatri ad inizio marzo è stato ampliato il massimale di scelta (leggi qui), che era fermo ad 800 assistiti solo nel distretto di Ascoli in tutte le Marche, ed un pediatra di libera scelta ha attivato una seduta ogni 15 giorni ad Arquata ed una seduta a settimana a Comunanza – si tratta del dottor Francesco Pierantozzi – dove è stata pubblicata a marzo scorso una zona carente.

In attesa della individuazione di 8 nuovi medici, presenti nella graduatoria regionale, che dovranno aprire un nuovo studio – precisamente 6 ad Ascoli, 1 ad Acquasanta ed 1 a Castorano, cosa che presumibilmente avverrà ad ottobre o novembre (leggi qui) – si sono messe in atto misure straordinarie per garantire l’assistenza primaria ai cittadini.

In particolare ad Acquasanta si è nominato un medico con incarico provvisorio, che cesserà con l’arrivo del titolare, a Montegallo il dottor Domenico Di Fabio ha aperto una seduta in più a settimana di ambulatorio, a Venarotta il dottor Antonio Orsini ha aperto un ambulatorio tutte le mattine, a Rotella hanno aperto 2 sedute a settimana ciascuno i dottori Antonietta Pucci e Marcello Gaspari.

Si sono effettuati accessi per 2 intere giornate ad Acquasanta (leggi qui), da parte di 3 funzionari che abitualmente svolgono altre attività, per consentire ai residenti di effettuare di persona la scelta in loco, evitando anche che gravassero sulle 3 linee telefoniche.

E, per chi non ha potuto accedere in quelle due giornate, provvede la dottoressa assunta con incarico provvisorio ad acquisire la documentazione necessaria e la recapita ad un funzionario, che abitualmente si occupa di altro, che la “lavora in differita”.

Per quanto riguarda Rotella le scelte sono state effettuate da un’altra persona, che abitualmente svolge un diverso lavoro, con altra linea telefonica e attraverso le mail inviate dall’ufficio anagrafe del Comune di Rotella.

 

 


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