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Medici di famiglia,
lo sblocco delle assunzioni
Saltamartini: «Incrementiamo le Usca»

EMERGENZA CORONAVIRUS - La Regione accelera nella procedura. Si spera nell'entrata in servizio tra novembre e dicembre. Ma si sono persi sette mesi. Tra gli altri obiettivi del neo assessore regionale, il raddoppio delle dosi di vaccino e la possibilità di effettuare i tamponi in farmacia

di Franco De Marco

Si sblocca finalmente l’entrata in servizio dei nuovi medici di famiglia che devono rimpiazzare quelli andati in pensione dall’inizio dell’anno (leggi qui).

Soprattutto nella provincia di Ascoli la situazione è particolarmente grave con oltre 6.000 assistiti rimasti senza il loro storico medico di famiglia.

Una parte, è vero, è riuscita ad iscriversi con medici (pochi) che non avevano ancora raggiunto il massimale ma un’altra parte, anche per le difficoltà di accesso agli uffici a causa del Coronavirus, è rimasta senza in attesa.

La Regione, nel tentativo di accelerare (si fa per dire visto che sono passati minimo sette mesi) ha ora finalmente messo in moto la procedura  per formalizzare le assunzioni. I candidati medici di famiglia sono stati invitati ad una pre accettazione online dell’incarico, senza cioè doversi presentare personalmente negli uffici della Regione, ed è imminente la pubblicazione della graduatoria degli aspiranti con i relativi punteggi.

Poi bisognerà attendere il tempo previsto per le eventuali opposizioni (speriamo poche) a questa graduatoria. Quindi finalmente si passerà alla formale accettazione dell’incarico e alla presa in carico da parte delle singole Aree vaste. Insomma si prevede – tocchiamo ferro – che entro novembre, massimo dicembre, questi nuovi medici di famiglia possano in gran parte entrare in servizio.

E’ davvero incomprensibile come, in questo periodo di pandemia, con i medici di famiglia che possono svolgere anche una funzione di filtro semplicemente essenziale, per evitare il sovraccaricare i Pronto Soccorso, l’assunzione in servizio delle nuove unità possa andare così per le lunghe.

Da tutte le parti si invoca il potenziamento della medicina territoriale poi, quando c’è da passare alle scelte operative, si dorme.

Filippo Saltamartini

Ne è perfettamente consapevole il neo assessore regionale alla sanità Filippo Santamartini (leggi qui) il quale dice a “Cronache Picene”: «Proprio questa mattina ho preso in mano la pratica e conto di accelerare al massimo l’assunzione dei nuovi medici di famiglia. Comprendo le difficoltà che si sono create.

Entro pochi giorni convocherò sia i rappresentanti dei medici di famiglia sia de farmacisti. Con loro intendo aprire una stretta collaborazione. Il loro ruolo per far fronte al Covid-19 è decisivo. Con i medici di famiglia studieremo l’incremento delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale per  l’assistenza  dei pazienti colpiti da Covid-19 che non necessitano del ricovero ospedaliero, ndr). Sono loro che possono contribuire ad evitare la ospedalizzazione».

L’assessore, insediatosi da pochi giorni e naturalmente sotto una montagna di lavoro, annuncia anche altri importanti provvedimenti.

«Stiamo provvedendo – dice – al raddoppio nell’acquisto dei vaccini antinfluenza: da 400.000 a 800.000. Con i farmacisti  vogliamo attivare la possibilità di tamponi preventivi nelle farmacie. Tutti gli studenti, ad esempio, devono avere la possibilità di effettuare celermente il tampone e in maniera gratuita».

Tornando ai nuovi medici di famiglia c’è da ricordare che nella Provincia di Ascoli, in base a quanto pubblicato nel Bollettino regionale del 26 marzo sono stati formalizzati 13 posti vacanti: 8 nel Distretto di Ascoli (6 camici bianchi con studio principale da ubicare ad Ascoli, 1 ad Acquasanta e 1 a Castorano) e 5 nel Distretto di San Benedetto (uno con studio principale a San Benedetto, 2 a Monteprandone, 1 a Monsampolo del Tronto e 1 a Cossignano ).

In tutte le Marche i posti vacanti sono ben 74. Nel Distretto di Ascoli è previsto anche un pediatra a Comunanza. Dall’inizio dell’anno ad Ascoli sono andati in pensione Carlo Luigi Cicchi, Piero Fede, Bruno Natalini, Serafino Salvi e Gaetano Mariano. Dal primo aprile ha lasciato il servizio la pediatra Carmen Attorre. 


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