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Il saluto di D’Ercole alla città:
«Vi ho voluto bene, non è un addio»
«Il Papa? Spero di incontrarlo
prima di partire»

ASCOLI - Dopo le dimissioni shock, l'ex vescovo ha celebrato la sua ultima messa in duomo: «Ringrazio tutti, anche chi ha cercato giustificazioni cercando motivazioni umane; potete cercare, non è per questa strada che troverete la verità. Non è semplice abbandonare il potere». I casi del veggente di Quinzano e di don Bastoni fanno però discutere i media nazionali
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di Luca Capponi

«Prendo congedo, ma non è un addio. Ringrazio coloro che hanno rispettato questa mia scelta e mi sono stati vicino. E ringrazio anche chi ha cercato giustificazioni, cercando motivazioni umane; potete cercare, non è per questa strada che troverete la verità».

Giovanni D’Ercole

E’ uno dei passaggi dell’omelia finale, quella con cui il vescovo Giovanni D’Ercole si è ufficialmente accomiatato dalla Diocesi dopo la scelta, che ha fatto discutere, di dimettersi per rititarsi in un monastero africano, annunciata solo qualche giorni fa.

D’Ercole ha celebrato la sua ultima messa domenica pomeriggio in un duomo a capienza ridotta causa Covid. Un momento atteso da molti fedeli, ma anche da quelli che si sono posti domande sul gesto, inaspettato, dell’ormai ex vescovo.

Inutile sottolineare come ipotesi e voci, tante, si siano rincorse in questi giorni, anche sui media nazionali: i casi del “santone” di Quinzano Cristian Del Vecchio (un lungo servizio è andato in onda su La7) e di don Alberto Bastoni, coinvolto in una inchiesta per preseunti reati di pedopornografia, hanno sicuramente contribuito ad alimentare sospetti e congetture. Casi su cui, va detto, D’Ercole non è voluto tornare a esprimersi, quanto meno di recente.

D’Ercole durante l’ultima omelia in duomo

«Voglio ringraziare e abbracciare tutti, a partire dai miei sacerdoti, li ho stimati tutti. E poi diaconi, religiosi, monache, collaboratori e coloro che hanno lavorato attivamente per la comunità. Vi ho voluto bene e continuo a volervi bene. Saremo guidicati non sulle parole ma per come abbiamo agito» alcuni dei passaggi dell’omelia di D’Ercole, che poi ha spiegato ulteriomente, dopo il video dello scorso 29 ottobre (clicca qui), i motivi che lo hanno indotto alla scelta.

«Ognuno la può leggere semplicemente con un ragionamento umano, spesso frutto di pregiudizi e preconcetti, o alla luce della parola di Dio, lascio a ciascuno la propria chiave di lettura -spiega-. La verità in questo caso si trova solo in un fatto fondamentale: ho fatto volontà di Dio fino in fondo. E’ stata una scelta difficile e sofferta, libera da ogni presunzione di carriera, non è semplice abbandonare il potere per sentirsi di botto uno qualsiasi. E non è nemmeno facile riuscire ad abbadonare coloro che hai amato, ed io a voi vi ho amato perchè siete mia famiglia. Non mi sono mai tirato indietro davanti alle tante difficoltà attraversate da questi territorio, dal sisma alla pandemia».

«Ho fatto tutto quello che potevo fare, ora sento che devo lasciar fare -conclude D’Ercole-. Ringrazio il Santo Padre, che spero di aver modo di incontrare prima che io parta, sabato prossimo, per l’Africa. Ho scelto di diventare una fiaccola che prega e si consuma per aiutare la mia chiesa a realizzare ciò che è nel cuore di Dio. Soffro nel distacco ma sono libero perchè ho seguito parola di Dio».

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