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Non sa l’italiano e il datore di lavoro
non esiste: denunciato uno straniero,
indagini su chi gli ha venduto i documenti

IMMIGRAZIONE - Gli accertamenti hanno fatto scoprire che la documentazione presentata era falsa, che il datore di lavoro risultante è inesistente e che gli atti relativi ad una prima richiesta di emersione, presentati presso una Prefettura pugliese, erano in realtà contraffatti. Per lui anche un decreto di espulsione dall'Italia
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Denunciato un algerino per atto falso. Tra le articolazioni della Questura di Fermo, l’Ufficio Immigrazione, infatti, è sempre in prima linea per garantire il corretto adempimento di tutte le pratiche relative ai permessi di soggiorno delle migliaia di cittadini extracomunitari presenti nel Fermano.

In concomitanza con la diffusione dell’epidemia Covid, nella prima metà del 2020 ai fini di contrastare il propagarsi del virus tra gli stranieri che accedevano agli sportelli dell’Ufficio Immigrazione e tra gli operatori della Polizia addetti allo specifico servizio, è stata disposta per alcuni mesi la chiusura degli sportelli per l’utenza.

Che ha determinato l’impossibilità di garantire il corretto flusso delle attività di rinnovo dei titoli di soggiorno con le conseguenti oggettive difficoltà per i lavoratori stranieri e i loro familiari i quali hanno dovuto attendere mesi per avere un permesso di soggiorno aggiornato ovvero un nuovo titolo.

Una volta riaperti gli sportelli dell’Ufficio,  è stato annullato l’arretrato accumulatosi consentendo ai lavoratori stranieri ed ai loro datori di lavoro di poter ripartire con serenità. L’attività dell’Ufficio Immigrazione, però, non si limita alla verifica dei documenti necessari al rilascio dei titoli che consentono il regolare soggiorno sul territorio nazionale ma comprende attività di polizia giudiziaria che scaturiscono dal rintraccio di clandestini o da “furbetti” che pensano di poter eludere i controlli di regolarità.

Poi è accaduto che un uomo di circa 40 anni, straniero, ha presentato all’Ufficio la documentazione per la richiesta della cosiddetta “emersione”, quale lavoratore irregolare, presentata da un datore di lavoro che si sarebbe impegnato per assumerlo legalmente.

Gli accertamenti hanno fatto scoprire che la documentazione presentata era falsa, che il datore di lavoro risultante è inesistente e che gli atti relativi ad una prima richiesta di emersione, presentati presso una Prefettura pugliese, erano in realtà contraffatti.

Messo di fronte alle anomalie riscontrate, lo straniero ha ammesso di aver pagato la somma di 1.500 euro ad un soggetto per ottenere quelle carte con lo scopo principale di ottenere l’inespellibilità dall’Italia.

Lo straniero, con alcuni precedenti a carico, è stato denunciato per uso dell’atto falso. Sono in corso ulteriori accertamenti per individuare il venditore della documentazione artefatta. Inoltre è stato colpito da un decreto di espulsione del prefetto di Fermo e dall’ordine del questore, sempre di Fermo, di lasciare il territorio nazionale.


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