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Caso Pfizer, il consigliere Rosa:
«No a strumentalizzazioni politiche
verso azienda e agenzie interinali»

ASCOLI - L'intervento del presidente della commissione Lavoro e Programmazione Economica: «In una situazione così non è corretto parlare di licenziamenti. Negli anni abbiamo assistito alla chiusura di tante aziende, non possiamo permetterci il dislocamento di uno stabilimento così importante»
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di Federico Ameli

Per via di un paradossale scherzo del destino, l’emergenza sanitaria e le difficoltà di natura economica ad essa connesse non sembrano voler risparmiare neppure quelle aziende schierate in prima linea nella lotta alla diffusione del Coronavirus.

Alessio Rosa

È il caso della Pfizer, colosso farmaceutico recentemente impegnato nella produzione del vaccino anti-Covid, che qualche giorno fa ha comunicato l’intenzione di rinunciare, a partire dalle prossime settimane, a circa sessanta lavoratori interinali – 17 con effetto immediato, mentre i restanti 43 resterebbero in bilico fino al prossimo anno – assunti in staff leasing con contratto a tempo indeterminato da due agenzie interinali presenti sul territorio (leggi l’articolo).

Nonostante le diverse proposte sul tavolo, nel corso del primo confronto con le rappresentanze sindacali le parti coinvolte non sono riuscite a trovare un punto d’incontro, con la classica fumata grigia che, mai come in questo caso, non accontenta nessuno.

Le motivazioni che, stando a quanto filtra dai vertici dell’azienda, sarebbero alla base della riduzione del personale diminuzione dei volumi produttivi per il 2021, riorganizzazione interna del carico di lavoro tra i diversi stabilimenti e difficoltà legate all’emergenza sanitaria – non sono bastate a convincere parte dell’opinione pubblica locale, che dinanzi alla recente commercializzazione del vaccino da parte di una multinazionale ben quotata in borsa ha colto l’occasione per sottolineare l’incongruenza di una decisione presa in un periodo tra i più delicati della storia recente.

Per cercare di far luce sulla vicenda e sgombrare il campo da eventuali fraintendimenti, il consigliere comunale Alessio Rosa, presidente della commissione Lavoro e Programmazione Economica e da tempo attivo nel campo della somministrazione e del lavoro interinale, è intervenuto per esprimere il suo punto di vista sul caso.

«Da addetto ai lavori – tramite una startup, Rosa ha curato la pratica di apertura della filiale ascolana dell’agenzia Gi Group, ndr – ritengo ingenerose le critiche piovute nei confronti della Pfizer e delle agenzie interinali. Mi sento in dovere di difendere forse l’unica multinazionale rimasta sul territorio, che ad oggi garantisce opportunità di lavoro a tante famiglie ascolane. Si tratta di un patrimonio da mantenere e non certo da depauperare».

Si parte da una considerazione di carattere tecnico: in casi del genere, il termine “licenziamento” viene spesso usato in maniera impropria.

Lo stabilimento Pfizer di Ascoli

«In una situazione come questa non è corretto parlare di licenziamenti -continua-. Lo staff leasing prevede infatti l’assunzione a tempo indeterminato da parte delle agenzie interinali, che mettono poi i lavoratori a disposizione delle aziende per delle cosiddette “missioni”.

Si tratta di una modalità di lavoro a cui solitamente si fa ricorso quando, dopo un periodo di somministrazione diretta, il profilo risulta particolarmente idoneo alle mansioni da svolgere, con l’azienda che anziché ricorrere alle risorse interne si rivolge direttamente alle agenzie interinali. Quando poi, per una qualunque problematica che vada a ridurre l’esigenza di personale, la missione si interrompe, gli operai tornano a disposizione della filiale di competenza».

«Questa indisponibilità -ribadisce Rosa- comporta l’erogazione di un contributo di circa 750 euro, cifra leggermente più bassa rispetto a un full time,  per il lavoratore, che non viene certo abbandonato a sé stesso, bensì tutelato e retribuito. Da contratto gli operai continuano a percepire uno stipendio, seppur contenuto, in attesa che l’agenzia possa ricollocarli altrove. Dato che i lavoratori rappresentano comunque un costo importante, posso garantire che trovare una soluzione è nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti».

Consapevole del momento delicato che colleghi e lavoratori stanno affrontando, Rosa si dichiara disposto a dare una mano nel tentativo di sbloccare quanto prima la situazione: «Noi di Gi Group ci mettiamo a disposizione: abbiamo sempre cercato di aiutare le persone a trovare lavoro e anche in questa fattispecie, se necessario, faremo la nostra parte».

«È mia intenzione – prosegue Rosa- tutelare innanzitutto i diritti dei lavoratori, così come la figura delle agenzie interinali, che da sempre svolgono un importante funzione sociale dando supporto ai centri per l’impiego nella ricerca di punti di contatto tra domanda e offerta, e la stessa Pfizer, nella speranza che la problematica possa rivelarsi transitoria. Ad ogni modo, è evidente come, non essendoci un contratto stipulato direttamente con l’azienda, il rischio di una fine missione non può mai essere escluso a prescindere».

In questo senso, secondo il consigliere comunale, i delicati sviluppi più o meno recenti del rapporto tra la città e il comparto industriale devono far riflettere nella valutazione del caso specifico della Pfizer.

Carlo Narcisi

«Nel corso degli anni abbiamo assistito alla chiusura di tante aziende del territorio, non possiamo permetterci il dislocamento di uno stabilimento così importante -precisa ancora il consigliere comunale-. Credo che attaccare in maniera tutt’altro che costruttiva sia controproducente, dobbiamo capire quali sono gli ostacoli e come poterli superare».

«Tra le opinioni espresse negli ultimi giorni, ho apprezzato particolarmente la posizione di Carlo Narcisi (leggi l’articolo) – segretario provinciale Ugl nonché consigliere comunale e vice dello stesso Rosa all’interno della commissione Lavoro e Programmazione Economica, ndr, che anziché puntare il dito sull’azienda ha voluto gettare le basi per un tavolo di confronto. Credo che, oltre a tutelare gli interessi dei lavoratori, i sindacati debbano tenersi lontani da strumentalizzazioni politiche e svolgere una funzione di supporto nei confronti delle imprese, senza le quali gli operai resterebbero senza lavoro».

Essendo impegnato professionalmente nel settore, Alessio Rosa rappresenta uno degli esponenti più preparati della squadra di Marco Fioravanti. Quello occupazionale è un tema storicamente delicato, che l’Amministrazione, in un momento storico particolarmente complesso, ha intenzione di continuare a monitorare.

«Per quanto visto finora – conclude il consigliere- posso dire che nel corso degli anni abbiamo vissuto situazioni ben più gravi, come nel caso della Manuli di qualche anno fa o delle chiusure di diversi stabilimenti in tempi recenti. In questi giorni, il Sindaco si è attivato per comprendere le problematiche e capire come poter intervenire a tutela delle professionalità locali: so bene quanto tenga alle imprese del territorio e sono certo che farà le valutazioni più opportune».


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