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Calcio Eccellenza,
i capitani alzano la voce:
«Chiediamo di ripartire in sicurezza»

CALCIO DILETTANTI - Il nuovo decreto ha rimandato nuovamente la ripresa dei campionati regionali. Dopo settimane di polemiche tra società, a farsi sentire sono stati i calciatori in una lettera indirizzata al presidente di Federcalcio Marche, Ivo Panichi: «Siamo da mesi messi da parte e senza certezze. Chiediamo chiarezza e un protocollo che permetta di giocare»

di Salvatore Mastropietro

Se nelle scorse settimane era trapelata la possibilità di una ripresa, almeno in parte, per il calcio dilettantistico, il nuovo decreto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha nuovamente tagliato le gambe all’intero settore. A sperare in una pronta ripartenza è, in particolare, il campionato di Eccellenza. Il massimo torneo regionale, che dalla fase playoff può assumere anche una valenza nazionale, è fermo dallo scorso è fermo dallo scorso 25 ottobre e annovera tra le proprie file ben quattro squadre picene: Atletico Ascoli, Atletico Azzurra Colli, Grottammare e Porto d’Ascoli.

Ivo Panichi

Dopo settimane in cui a prendersi la scena sono state le polemiche e diversità di vedute tra società, questa volta ad alzare la voce ci hanno pensato coloro che di questo sport sono la parte fondamentale: i calciatori. I capitani delle squadre di Eccellenza hanno sottoscritto e trasmesso al nuovo presidente del Comitato Regionale Figc, l’ascolano Ivo Panichi, una lettera in cui per la prima volta espongono all’unisono le proprie ragioni: «Dopo l’ennesimo decreto che ci lascia nuovamente senza certezze, noi calciatori del campionato di Eccellenza marchigiano vorremmo finalmente dire la nostra. Dopo mesi trascorsi nel silenzio, in cui ci siamo limitati ad osservare quel che succedeva a livello regionale e nazionale, attenendoci alle regole e rispettando qualsiasi decisione, oggi chiediamo con forza di essere ascoltati. Siamo perfettamente a conoscenza delle difficoltà che la pandemia di covid-19 sta causando e del momento critico che sta attraversando il nostro paese ma l’intero mondo dilettantistico, come ogni altro settore, deve lavorare per poter ripartire».

«Da troppo tempo – continuano i capitani delle squadre di Eccellenza – non possiamo più fare quello che amiamo e siamo profondamente convinti che con un protocollo serio e adeguato si possa riprendere l’attività, così che fin dai prossimi giorni si possa tornare a svolgere gli allenamenti, con tutte le dovute accortezze e precauzioni. Per chi ha investito tempo e denaro per mettere in sicurezza le strutture. Per chi vive di questo sport. Per chi deve rendere conto alla propria famiglia e per chi, come tanti, ha rifiutato proposte per attività “più sicure” a causa di una ripartenza, durata appena 5 giornate di campionato, che si è rivelata un’ illusione».
Successivamente nella lettera si esorta alla messa in atto di un nuovo protocollo. Tra i punti del programma del presidente Ivo Panichi c’era proprio, tra le altre cose, la predisposizione di un piano di sostegno per l’effettuazione dei test sierologici: «Chiediamo di non essere più messi da parte, chiediamo di poterci allenare in sicurezza e rispettando tutte le regole previste da un eventuale nuovo protocollo. Chiediamo di essere ascoltati e ci piacerebbe che le società di Eccellenza si incontrassero per un confronto serio e leale. Chiediamo di sapere quello che sarà del nostro futuro perchè vivere in questo stato di incertezza sta diventando insostenibile. Ci piacerebbe, infine, che chi dovrà prendere decisioni riguardanti il nostro futuro abbia la stessa responsabilità, serietà e sensibilità che ci sentiamo addosso e che, da parte nostra, non verrà mai a mancare».

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