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Capitale della cultura 2024,
arriva il sostegno della Regione:
«Scelta che può trainare le Marche»
Non solo Pesaro,
in corsa pure Capri e le Alpi

ASCOLI - La candidatura al prestigioso fregio gode dell'appoggio di Palazzo Raffaello. A spiegarne i motivi il governatore Acquaroli e l'assessore Latini: «Le cento torri rappresentano una delle più alte espressioni dell’univocità del nostro territorio, riconosciuta nei confini nazionali e internazionali». Un primo "punto" nel derby con la città di Rossini

di Luca Capponi

La presa di posizione non si è fatta attendere. E dopo meno di 24 ore è arrivata. Le Regione Marche sostiene la candidatura di Ascoli a “Capitale italiana della cultura 2024”. Una candidatura che è divenuta ufficiale nella giornata di martedì 26 gennaio, per voce del sindaco Marco Fioravanti, a distanza di qualche giorno da quanto fatto però da un’altra città marchigiana, vale a dire Pesaro.

Piazza Arringo (foto Vecchioni)

Anche un derby, dunque, nella corsa che vede già altre realtà pronte a dare battaglia, tra cui Rimini (che conta sull’appoggio della vicina Riccione), l’isola di Capri (probabilmente galvanizzata dal recente successo di un’altra isola campana, quella di Procida) e poi Saluzzo e Terre del Monviso, in Piemonte, primo comprensorio alpino a provarci.

Una situazione in divenire, per ora, in cui si inseriscono Pesaro e Ascoli. Con quest’ultima che, evidentemente, gode dei favori istituzionali di Palazzo Raffaello, dove si è deciso di puntare convinti sul Piceno.

A spiegarlo sono lo stesso presidente della Regione Francesco Acquaroli e l’assessore alla cultura Giorgia Latini, che tra l’altro fa parte della commissione che si occuperà di redigere il progetto per lanciare la domanda delle cento torri (leggi qui).

L’assessore Latini e il presidente Acquaroli

«Abbiamo appreso con piacere della candidatura di Ascoli -spiegano-. Una città che rappresenta senza dubbio un connubio tra arte, cultura, architettura, enogastronomia, scrigno di una storia plurimillenaria, che fa da capofila ad un territorio ricco di eccezionalità. Una delle più alte espressioni dell’univocità del valore del nostro territorio, riconosciuta nei confini nazionali e internazionali».

«La candidatura -continuano Acquaroli e Latini- è solo l’inizio di un percorso, in cui la visione e le aspirazioni si concretizzeranno, e per questo ambizioso obiettivo non potrà mancare il sostegno della Regione Marche, nella consapevolezza che il successo nella competizione renderebbe Ascoli un polo culturale di traino all’intero territorio regionale. Non mancherà occasione, nei tempi e nelle modalità che saranno ritenuti più congrui, per ragionare insieme in merito alle progettualità da individuare per avviare una collaborazione che possa, in ogni caso, costituire un sistema di cooperazione istituzionale foriero di grandi iniziative e risultati per la nostra regione».

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