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Ascoli Piceno, 1938:
al cinema c’è “Scipione l’africano”,
il film voluto dal Duce

LOCATION - Ricostruzioni d'epoca e scenografie del periodo fascista per il set del nuovo lungometraggio di Giuseppe Piccioni. Le riprese tra Piazza del Popolo e Caffè Meletti andranno avanti almeno per un'altra settimana. Poi trasloco in un'abitazione dove è stata ricostruita la casa del protagonista Riccardo Scamarcio
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Ascoli, 1938: al cinema c’è “Scipione l’africano”

di Luca Capponi 

Sotto le logge di Piazza del Popolo, un fioraio. Poco lontano, anche una merceria e un negozio di abbigliamento recante l’insegna “Luzi”. Ma il pezzo forte è l’ingresso della sala cinematografica, dove si sta proiettando il kolossal di Carmine Gallone “Scipione l’africano“. Orari: 18 e 20,30.

L’ingresso dei negozi sotto le logge

Un bel dettaglio scenografico che fornisce due indicazioni fondamentali: il periodo storico in cui uscì, siamo tra il 1937 e il 1938, e soprattutto il fatto che lo stesso sia considerato uno di quei film atti ad esaltare l’Italia fascista di Mussolini (il quale sembra si palesò anche sul set dopo aver scelto personalmente il regista) tracciando un parallelo tra le gesta di Scipione in Africa e la politica di espansione del Duce.

Dunque, tutto torna. “L’ombra del giorno“, il nuovo film che Giuseppe Piccioni sta girando nella sua Ascoli, proprio di quel periodo parla, narrando delle prime crepe mostrate dal Fascismo viste da una piccola città di provincia.

Il regista Piccioni durante le riprese

Le riprese, cominciate ormai da una settimana, proseguono spedite con pause solo la domenica, concentrate soprattutto tra la stessa Piazza del Popolo e il Caffè Meletti. Sarà così almeno per un’altra settimana e forse più. Poi trasloco in una abitazione del centro dove verrà ricostruita la casa del protagonista, Riccardo Scamarcio, e, sempre nei pressi, un locale in cui verrà scenografata la cantina del Meletti.

Peccato che la situazione legata al Covid non faccia vivere appieno alla città l’atmosfera che si respira durante la lavorazione di un film, anche se non è azzardato scommettere che, al netto di tutti i protocolli rigidi da rispettare, alla troupe ed al regista tutta questa “calma”…non dispiaccia.

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