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Ferrovia Salaria,
plauso degli architetti:
«Avrebbe un ruolo strategico»

PICENO - Il presidente dell'Ordine Dario Nanni favorevole al progetto che unirebbe la provincia di Ascoli con Roma: «Infrastruttura fondamentale anche per le zone del sisma»

«Il progetto della Ferrovia Salaria ha tutte le potenzialità per svolgere un vero e proprio ruolo fortemente attivo nell’avviato processo di ricostruzione post-sisma, ne ha pienamente le caratteristiche anche come segnale significativo per innovative strategie ambientali legate ad una nuova visione del futuro».

La stazione ferroviaria di Antrodoco-Borgo Velino potrebbe essere una tappa della Ferrovia Salaria

Così l’Ordine degli Architetti di Ascoli su un argomento tornato prepotentemente alla ribalta negli ultimi mesi, quello relativo alla possibile realizzazione di un collegamento ferroviario tra il Piceno e Roma.

«Sono trascorsi quasi due secoli da quando si è iniziato a parlare della Ferrovia Salaria ed a lavorare ai vari progetti -continuano gli architetti-. Un’infrastruttura vitale di cui si è sempre parlato molto e realizzato poco. Riteniamo che mai come oggi ci siano i presupposti e le condizioni territoriali perché questa fondamentale via di comunicazione possa esser considerata nella sua giusta dimensione e cioè una importante infrastruttura viaria con un ruolo strategico di primo piano in alcuni importanti territori oggetto di ricostruzione post terremoto».

Su un giornale dell’epoca (1903) il rendiconto del Comizio, tenuto al Teatro dei Filarmonici di Ascoli, in favore della Ferrovia Salaria. All’epoca la realizzazione era data per certa

«Infatti -è la prosecuzione- il tratto Ascoli-Antrodoco, uno dei due tronchi necessario per il collegamento con Roma, l’altro è Rieti-Passo Corese, attraverserebbe una serie di comuni come Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, Cittareale, fortemente interessati dalla ricostruzione, assumendo in questo contesto una funzione vitale e trainante non solo per la ricostruzione fisica di questi territori, ma soprattutto per la ridefinizione e lo sviluppo della futura economia dei luoghi ricostruiti e per tutto il vasto comprensorio delle aree interne e montane ad esse collegate».

«Sulle specifiche tematiche della ricostruzione – aggiunge il presidente dell’Ordine degli Architetti architetto Dario Nanni – siamo fortemente impegnati sul campo ogni giorno, e questo ci consente di poter cogliere appieno l’importanza del ruolo strategico e delle ricadute positive che la Ferrovia Salaria potrebbe assumere in questo contesto territoriale, che soffriva una situazione di forte crisi già prima del sisma».

«Dall’affiancamento al complesso percorso di ricostruzione dei territori, con il parallelo avvio del cantiere della Ferrovia Salaria, si potrebbero determinare condizioni favorevoli non solo per ripristinare le condizioni pre-sisma ma per colmare, finalmente, il ritardo storico socio-economico che affligge da tempo queste aree del paese -concludono dall’Ordine degli Architetti-. Quindi pensare a condizioni favorevoli per il futuro socio-economico dei luoghi post-sisma, non può prescindere dal prevedere nuove strategie e modalità eco-compatibili di collegamento con tutta la fascia del medio Tirreno, a cominciare dalla città di Roma e dal flusso turistico che la coinvolge».

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