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La targa rotta,
ma quale atto vandalico:
è stato un involontario danno
causato da operai

SAN BENEDETTO - A spaccare la pietra e piegare il supporto in ferro battuto è stato il braccio meccanico di un mezzo che stavano usando davanti al Municipio. Alcuni politici, locali e regionali, costretti ad interrompere il "dagli all'untore!"

La targa rotta

di Andrea Ferretti

Rotta sì, non ci sono dubbi. Ma non si tratta di un atto vandalico. Quantomeno precipitosi i politici, ma non solo loro, che si sono scagliati a tempo record contro chi aveva rotto la targa posizionata un mese e mezzo fa proprio davanti al Municipio di San Benedetto, in viale De Gasperi.

Contro ipotetici vandali, non è parso vero ad esponenti della politica – sia sambenedettese che regionale – di scagliarsi contro il cattivo di turno e denunciare l’atto di “vile di efferata crudeltà” nei confronti di chi avrebbe rotto la targa di travertino posizionata dall’Amministrazione comunale in occasione della “Giornata del Ricordo” dello scorso 10 febbraio.

Dopo un’indagine non breve, ma brevissima, la Polizia ha infatti appurato che a causare l’involontario danno è stata l’errata manovra del braccio meccanico di un mezzo usato da operai dello stesso Comune che stavano eseguendo dei lavori proprio nei pressi della targa.

In effetti i vandali della notte, a meno che tra loro non ci fosse stato Hulk, avrebbero dovuto usare un mezzo meccanico per spaccare la pietra e, soprattutto, piegare il supporto in ferro battuto che la sostiene.

E’ la Questura di Ascoli che pone fine al mistero e, di conseguenza, all’invito di coloro che questa mattina, subito dopo la scoperta del danno, si erano allarmati rivolgendosi “a tutte le forze politiche affinchè condannino e prendano le distanze dall’atto vandalico”.

Per evitare il “dagli all’untore” forse bastava una telefonata in Comune.

Atto vandalico o no, l’Amministrazione comunale provvederà entro pochi giorni a rifarla e riposizionarla.

 

Palazzo comunale, <br> deturpata la targa <br> che ricorda le Foibe


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