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Covid, don Giorgio Martelli:
«Nessun collegamento tra messa
e residenti in quarantena»

ASCOLI - Il vice parroco del Duomo, positivo al Covid, ricostruisce le date delle funzioni religiose nei paesi della parrocchia di San Martino di Acquasanta, escludendo il collegamento tra queste e l'isolamento degli abitanti di Pietralta, frazione di Valle Castellana. Ecco le sue parole

“In quarantena gli abitanti di Pietralta dove il vice parroco del Duomo ha celebrato la messa”: don Giorgio Martelli, il sacerdote in questione e positivo al Covid, invia una precisazione su questa frase (leggi qui).

Doveroso da parte nostra pubblicarla in quanto l’ultima funzione religiosa nella piccola frazione di Valle Castellana, ma ricadente nella parrocchia di San Martino (che comprende 10 paesi di cui 8 del comune di Acquasanta e 2 di Valle Castellana), e dove sono stati registrati diversi casi di contagio tra i pochissimi residenti, risale al 14 marzo. Cioè prima che si manifestassero i casi di positività al Covid.

Ecco come si svolti i fatti, dalla ricostruzione di don Giorgio Martelli: 

«Oltre ad essere viceparroco della Cattedrale di Ascoli sono anche parroco della parrocchia di San Martino di Acquasanta Terme, nella quale insiste anche la suddetta frazione di Pietralta, nella quale ho celebrato per l’ultima volta domenica 14 marzo, quando ancora nessun caso di positività, riconducibile agli attuali, era emerso nel territorio parrocchiale.

La domenica successiva, 21 marzo, ho celebrato la Santa Messa nella frazione di San Martino: solo il giorno dopo sono stato informato da alcuni parrocchiani dei primi casi di positività al Covid che iniziavano a conoscersi in alcuni paesi della parrocchia.

Dato l’aumento allarmante dei casi nel giro di poche ore, martedì 23, avvertendo anche i sindaci di Acquasanta Terme e di Valle Castellana, ho disposto immediatamente la sospensione di tutte le celebrazioni almeno fino a sabato 10 aprile su tutto il territorio parrocchiale.
Pertanto non è corretto il collegamento tra la Santa Messa e l’isolamento della frazione di Pietralta, dichiarata zona rossa dalla regione Abruzzo venerdì 2 aprile (ma nel frattempo tutta l’Italia era diventata zona rossa, ndr).

Il sacerdote parla anche di momento «molto delicato per tutti, in modo particolare per la nostra parrocchia di San Martino, che tra i suoi pochi abitanti ha già pianto nei giorni scorsi la prima vittima del Covid».

Alla domanda se ha contratto lì il virus, risponde: «E’ possibile, ma non ne ho la certezza».

Ma ci tiene a sottolineare che «le mie chiese non sono luoghi di diffusione del virus». E mette in guardia dal “terrorismo mediatico” di cui spesso le chiese sono vittime e «che non aiuta nessuno a ritrovare, ci auguriamo prima possibile, quella serenità di cui tutti, indistintamente, abbiamo bisogno».


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