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Don Giuseppe Bachetti,
il ricordo della Diocesi:
«Era “il prete più felice del mondo”»

ASCOLI - I funerali del prelato si terranno lunedì 12 aprile in Duomo ma saranno trasmessi anche su Radio Ascoli Tv. Una vita da film, era stato marinaio, infermiere militare, circense e imprenditore. L'11 settembre del 2001 lasciò tutto ed entrò nel convento dei frati cappuccini di Cesena per farsi frate

La morte di don Giuseppe Bachetti, deceduto venerdì all’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto a causa del Coronavirus, ha destato profonda commozione in città. I funerali si svolgeranno lunedì 12 aprile in Cattedrale e saranno presieduti dal vescovo Pompili e con la partecipazione dell’ordinario militare Santo Marcianò e dell’arcivescovo di Ferrara Gian Carlo Perego. Saranno trasmessi su Radio Ascoli Tv.

Don Bachetti con Papa Francesco

Don Bachetti era nato ad Ascoli il 31 marzo del 1948. A ricordare con amore il parroco di Poggio di Bretta è la Diocesi, che ripercorre anche alcune tappe della sua vita sacerdotale.

«Apparteneva alla parrocchia di Maria Santissima Assunta di Venagrande ed è lì che era nata la sua vocazione sacerdotale sulle orme di don Mario Domizi, suo primo parroco, che per lui è stato la forza motrice della sua vocazione: il suo temperamento, il suo carattere, gli hanno dato la forza di essere fermo nelle cose in cui credeva. “Se sono sacerdote, diceva, lo devo a lui”».

«A 7 anni ricevette la cresima e la comunione. A 8 anni, sentì la chiamata al sacerdozio, ma il parroco, interpellato, gli rispose che era troppo giovane e per questa e per diverse altre motivazioni, la sua richiesta non fu accolta e, non avendo una famiglia sua, venne indirizzato agli studi e alla formazione umana e spirituale presso l’Istituto “Cantalamessa” nelle sedi di Ascoli e di Grottammare».

Don Giuseppe Bachetti

“Ad una certa età, ho avuto la possibilità di lasciare l’azienda che avevo fondato ai miei dipendenti e di partire. Mi sono sentito un po’ come Abramo. Avevo 57 anni quando ho potuto realizzare il mio grande sogno”, raccontava il don.

«La sua vita non è stata facile, ha dovuto affrontare molti ostacoli, e per prime le vicende di vita della sua famiglia. Il pensiero di diventare sacerdote era per lui una gioia, ma anche un dolore, specie, ogni volta che questo desiderio veniva ostacolato o respinto. Una vita passata tra un’attività e l’altra per trovare una sistemazione adeguata. Ha creato un’azienda di trasporti, ha provato a crearsi una famiglia, ma era infelice. Ha fatto il marinaio, l’infermiere militare, il circense, l’imprenditore, ma i successi professionali non gli tolsero il desiderio di diventare sacerdote, finché l’11 settembre del 2001 don Giuseppe lasciò tutto ed entrò nel convento dei frati cappuccini di Cesena per farsi frate».

“Partii da Taranto dove avevo concluso il servizio militare e arrivai a Milano. Lì, dopo varie traversie, approdai nel mondo del Circo Togni. Chiesi impiego per tre mesi, ci sono rimasto 10 anni, ho cominciato facendo l’operaio, ma il mio obiettivo era molto più alto. Negli anni sono diventato addetto alle “public relation”, responsabile della pubblicità, tecnico del suono e delle luci e persino presentatore dello spettacolo”.

«Dopo alcuni anni di attività pastorale a Ferrara, nell’aprile del 2014 don Giuseppe chiese ed ottenne di essere trasferito e incardinato nella Diocesi di Ascoli e poter tornare così nella sua terra natia. Monsignor Luigi Conti, amministratore apostolico, lo accolse e lo nominò vicario parrocchiale della Cattedrale e più tardi direttore della casa del clero. Durante l’anno del giubileo straordinario della Misericordia, proclamato da Papa Francesco, fu chiamato ad essere “missionario della Misericordia” e dedicarsi ad una peregrinazione in diverse diocesi italiane per assolvere a questo ministero, affidatogli direttamente da Papa Francesco».

«Nell’ultimo periodo, agli inizi dell’anno 2021 su proposta del vescovo Pompili, ha accettato l’impegno di servire pastoralmente la parrocchia di San Giovanni Battista di Poggio di Bretta, cosa che ha svolto con entusiasmo e grande disponibilità, riscuotendo la simpatia e l’approvazione di tutti i parrocchiani. In questi ultimi giorni che hanno coinciso con le festività pasquali don Giuseppe ha contratto il Coronavirus ed in pochi giorni, nonostante le cure, prima in casa, poi in ospedale, ha concluso il suo viaggio terreno».

«La sua morte lascerà un grande vuoto in tutti i suoi familiari, amici e parrocchiani, ma anche il conforto di aver conosciuto un uomo, un sacerdote, che ogni giorno ha dato testimonianza di sapere vivere la propria vocazione giorno per giorno nel segno della gioia. Ha raggiunto la casa del Padre proprio nella Ottava di Pasqua, nell’antivigilia della Domenica della Misericordia, per prendere parte alla risurrezione del Signore che ha servito ed amato in tutta la sua vita».

Covid: morto don Giuseppe Bachetti, il parroco di Poggio di Bretta


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