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Piazza Arringo
«spazio metafisico»:
la proposta di Rinaldi

ASCOLI - Il presidente di "Italia Nostra" rilancia la proposta di presentare la richiesta per inserire Ascoli tra i beni patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Con una nuova idea: tre piazze di travertino uniche nel genere. «Un'attenta riflessione prima di procedere alla riqualificazione»
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Piazza Arringo

Nel futuro di piazza Arringo c’è sicuramente, da quanto manifestato dal sindaco Marco Fioravanti, la ripavimentazione in lastre di travertino locale e forse tanto altro.

Dal presidente della sezione di Ascoli di “Italia Nostra”, Gaetano Rinaldi, è indirizzata al primo cittadino una proposta molto precisa: «Venga bandito un concorso di idee, magari  aperto  alla partecipazione delle facoltà di Architettura italiane e straniere, concorso che possa essere  coordinato e gestito dalla Scuola di Ateneo Architettura e Design della nostra città. Non dimenticando che una iniziativa del genere contribuirebbe  a promuovere l’immagine  e il fascino della città in maniera eccezionale».

Gaetano Rinaldi

Rinaldi rilancia anche, prendendo spunto dalla volontà dell’Amministrazione comunale di rifare il look di piazza Arringo, l’ipotesi di riproporre all’Unesco, con una idea più precisa che in passato, ovvero una triade di piazze monumentali tutte di travertino, piazza del Popolo, piazza Arringo e piazza Ventidio Basso, la domanda per inserire il capoluogo piceno tra i beni patrimonio dell’umanità puntando sulla città di travertino.

«Piazza Arringo vero e proprio spazio metafisico – spiega il presidente di Italia Nostra – ha riacquistato questa superba  immagine  dopo l’avvenuta chiusura al traffico e l’eliminazione dello sconcertante parcheggio che ne  annullava il fascino in maniera sconsiderata. Per comprendere l’importanza della piazza va ricordata la regola non scritta, individuata dal grande architetto viennese Camillo Sitte, sulla cui base  nel tempo si sono formate  le piazze delle città storiche italiane rendendole insuperabili per la loro bellezza. Secondo questa regola se l’edifico dominante, cioè quello principale,  è una Chiesa la cui facciata si  prospetta sulla piazza, questa di norma si sviluppa “in profondità».

E’ proprio il caso di piazza Arringo dove l’edificio principale è il Duomo. Ma nel nostro caso il prestigio e l’importanza della piazza  è esaltato anche dalla presenza del Battistero, di tre importanti musei e di edifici di superba fattura tra cui si distinguono per l’eleganza e il pregio architettonico il palazzo vescovile e quello del Comune.

Per quanto sopra evidenziato occorrerà una particolare e attenta riflessione prima di procedere alla indispensabile opera di riqualificazione della piazza in modo da evitare che si ripetano gli errori commessi all’atto della precedente sistemazione dopo la chiusura al traffico.

«In quel caso, infatti, forse per il desiderio o la speranza di poter riaprire al traffico la piazza, non si ebbe il coraggio di realizzare una pavimentazione capace di creare un compatto spazio unitario per esaltarne il  fascino metafisico, per evidenziarne l’importanza delle funzioni svolte e per esaltare il prestigio architettonico degli edifici presenti.

Comunque – continua il presidente di Italia Nostra – prima di formulare una qualsiasi proposta in merito alla sistemazione di questa piazza appare opportuno indicare le caratteristiche della altre due piazze individuate dal Sitte come tipiche delle città storiche italiane. Piazze presenti in maniera esemplare nel contesto del centro storico della nostra città.

Il Sitte rileva , infatti, – è sempre il presidente Rinaldi a parlare – che  se l’edificio fondamentale  è più sviluppato nel senso della larghezza, come sono la maggior parte dei palazzi comunali, la piazza si sviluppa proporzionalmente in larghezza di fronte ad esso.

E’ proprio il caso di Piazza del Popolo.

Il terzo tipo  è costituito dalle piazze che hanno conservato la loro impronta medioevale e cioè con un perimetro non regolare a causa di preesistenze, conformazione del territorio e la vicinanza di corsi d’acqua.  

E’  proprio il caso di  piazza Ventidio Basso.

Quindi la nostra città conserva in maniera quasi perfetta i tre tipi di piazze individuate come tipiche ed esemplari delle città storiche italiane».

«E’ evidente – conclude Rinaldi – che la sistemazione di piazza Arringo debba tenere conto di questo  elemento prima di fare una qualsiasi scelta.

Se si intende proporre la candidatura di Ascoli  per il suo inserimento  nella lista dei beni patrimonio dell’umanità dell’Unesco non sarà sufficiente formulare la richiesta, come sembra si voglia fare, solo per la bellezza, che certamente non si può disconoscere, della  Piazza del Popolo.

Ma si dovrà avere l’accortezza di coinvolgere in questa entusiasmante avventura altre città, e ce ne sono tante, con la presenza delle tre piazze  simili a quelle di Ascoli e alla tipologia individuata dal Sitte.

Quindi  un riconoscimento di tipo seriale, come è avvenuto per l’Italia Langobardorum,  in cui Ascoli si possa porre come capofila.

Si tratta veramente di un’occasione unica e irripetibile, che va affrontata con molta calma e non sprecata per eccesiva fretta».

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