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«La scuola riapre senza sanificare le aule»
Focolaio alla Sant’Agostino,
la rabbia dei genitori

ASCOLI - Scoppia la polemica sulla gestione del cluster alla sezione Infanzia. Tre classi sul piede di guerra: «Situazione gestita in maniera lacunosa, nessuno ci ha informato sulla positività al Covid di alcune maestre. Per un paio di pomeriggi classi accorpate a nostra insaputa. La sanificazione? Ci hanno detto che non ci sono i soldi e la legge non la prevede»

di Luca Capponi 

«I bambini negativi possono tornare a scuola, ma la responsabile Covid del plesso ci ha detto che le classi non possono essere sanificate per mancanza di soldi e perché la legge non lo ritiene strettamente necessario. Tutto ciò è davvero incredibile, ma non è l’unico aspetto grave di questa faccenda».

L’ingresso della scuola d’Infanzia nel plesso Sant’Agostino

Che cosa sta accadendo alla scuola “Sant’Agostino“? Se lo chiedono gran parte dei genitori delle tre classi dell’Infanzia, molti dei quali furenti per come è stato gestito il focolaio scoppiato a metà aprile, che ha mandato in quarantena due classi su tre di bimbi che vanno dai 3 ai 5 anni. E per le successive dichiarazioni della dirigente dell’Isc Ascoli Centro, Valentina Bellini, che anziché calmare gli animi hanno sortito l’effetto opposto.

«La dirigente si è ben guardata dal dire che in una classe il contagio non è partito dai bambini, come ha lasciato intendere, ma sarebbe partito da una maestra, visto che i genitori in questione sono risultati negativi al tampone -spiegano-. La cosa più allarmante, però, è che la Bellini tenta di scaricare le colpe su di noi quando in realtà molte omissioni sono avvenute da parte della scuola».

La dirigente Bellini

«Perché, ad esempio, non è stata effettuata nessuna comunicazione ufficiale? -continuano i genitori- Abbiamo anche saputo che per un paio di pomeriggi sono state accorpate due classi, tra cui una di quelle dove poi si sono verificati i casi di positività, ma nessuno si è premurato di informarci. Su molti aspetti c’è stata omertà assoluta. Anche una maestra di sostegno sarebbe risultata positiva, ma nessuno ha detto nulla ai genitori del bimbo da lei seguito, un soggetto fragile che andava messo al corrente. Per quale motivo?».

Ma la polemica non finisce qui.

«La dirigente ci accusa di non voler riportare bimbi a scuola perché impauriti dalla quarantena -è la conclusione-. Non è un bel dire, in molti hanno deciso di tenere i figli a casa perché i casi stavano aumentando in maniera esponenziale e non c’era chiarezza. E poi, ora siamo pronti a rientrare, sì, ma a quali condizioni? Senza aule sanificate? Con quale sicurezza? La scuola si mostra attenta e pronta su mille protocolli, dal divieto di portare gli zaini da casa ai costumi di Carnevale, poi però però sulla gestione di queste tematiche così nodali mostra preoccupanti lacune»

 

Focolaio alla Sant’Agostino, bimbi pronti a tornare in classe «Massima attenzione come sempre»


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