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Quando Papa Sisto V sfrattò…Vittorio Gassman
“Fantasmi a Roma” e il Piceno,
quante coincidenze

LA BATTUTA contenuta nel mitico film di Antonio Pietrangeli interpretato anche da Mastroianni ed Eduardo De Filippo. Uno dei personaggi racconta la determinazione del pontefice nato a Grottammare: «Stavo in un palazzetto a Monte Cavallo, e quel marchigiano lo fece sbattere giù». Ma non è l'unica curiosità di celluloide, a 500 anni dalla nascita del "Papa tosto"

di Luca Capponi 

«Stavo in un palazzetto a Monte Cavallo, e quel marchigiano di Sisto V lo fece sbattere giù…».

Gassman, Buazzelli e Mastroianni in una scena del film

D’altronde, se lo chiamavano il “er Papa tosto” un motivo doveva pur esserci. Di sicuro, però, all’epoca ignorava completamente di aver contributo persino a “sfrattare” Vittorio Gassman.

Ma come è potuto accadere che Felice Peretti, nato a Grottammare e divenuto pontefice nel 1585 col nome di Sisto V, abbia messo i bastoni tra le ruote ad uno dei più grandi attori della storia?

Ora, è cosa nota e rinvenibile su decine di testi storici che il buon Peretti fosse uomo intransigente, implacabile inquisitore, determinato, temuto, uno che nei 5 anni di papato trasformò profondamente l’assetto urbanistico (e non solo) di Roma, avviandone la trasformazione da città medievale a moderna (tra le tante cose, fece completare la cupola di San Pietro). Tanto per capirci: il poeta Giuseppe Gioachino Belli gli dedicò un sonetto che inizia così: “Fra tutti quelli c’hanno avuto er posto de vicarj de Ddio, nun z’è mmai visto un papa rugantino, un papa tosto, un papa matto, uguale a Ppapa Sisto”. 

Papa Sisto V

Logico che la sua nomea abbia travalicato i confini temporali arrivando intatta sino a noi, soprattutto nella Capitale dove, evidentemente, il Papa marchigiano ha lasciato un’impronta forte nell’immaginario collettivo.

Inevitabile dunque che un regista romano purosangue come Antonio Pietrangeli lo citasse in uno dei suoi film più amati, quel “Fantasmi a Roma” uscito nel 1961 ed interpretato da un cast stellare. Oltre a Gassman c’erano infatti Marcello Mastroianni, Sandra Milo, Eduardo De Filippo, Tino Buazzelli. Alla sceneggiatura lavorarono anche Ennio Flaiano ed Ettore Scola, le musiche furono firmate da Nino Rota.

La battuta, che forse in pochi ricordano ma comunque esplicativa, viene pronunciata dal personaggio-fantasma di Giovanni Battista Villari detto “il Caparra”, eccentrico artista immaginario che, prima di essere ingaggiato per affrescare una parete, racconta alcune sue “vicissitudini” degli ultimi secoli al duo Mastroianni-Buazzelli, ricordando simpaticamente anche lo sfratto da Porta Pia, dove «la casa la persi per colpa dei piemontesi…».

Curiosità: a proposito di anniversari, il 2021 è l’anno in cui il Piceno e le Marche festeggiano i 500 anni dalla nascita di Sisto V con tante iniziative in essere ma anche, coincidenza, l’anno in cui questo piccolo grande capolavoro di film celebra una cifra tonda, essendo uscito esattamente 60 anni fa.

Infine, altra coincidenza, una delle scene di “Fantasmi a Roma” fu girata nel convento di San Giorgio a San Salvatore in Lauro, la chiesa nazionale dei marchigiani residenti a Roma il cui titolo cardinalizio fu istituito proprio da Sisto V nel 1587. La chiesa è di proprietà del Pio Sodalizio dei Piceni, la cui sede si trova nel Palazzetto di…Sisto V, in via di Parione. Ovviamente a Roma, manco a dirlo.

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