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“Il divin codino”, Martufello è sor Carletto
Quel legame speciale tra Baggio e Mazzone

IL FILM del momento racconta la vicenda umana prima che sportiva del grande campione, interpretato da un buon Andrea Arcangeli. Poco spazio per gli altri personaggi, ma l'ingresso in scena del mitico allenatore ex Ascoli fa scattare la chimica tra i due. Proprio come accadde nel 2001 ai tempi del Brescia

Mazzone ai tempi del Brescia, qui proprio con Roby Baggio

di Luca Capponi 

È uno dei film del momento. Il motivo è presto detto, datosi che tratta la vicenda privata prima che sportiva di Roberto Baggio, uno dei campioni più amati (non solo) del mondo del calcio.

Martufello nei panni dell’allenatore romano

Il divin codino“, in programmazione su Netflix, è incentrato quasi solo sul fuoriclasse, molto ben interpretato da Andrea Arcangeli. Poco lo spazio che la regia di Letizia Lamartire lascia agli altri personaggi, se si escludono le scene ricorrenti con il padre (Andrea Pennacchi), la moglie Andreina (Valentina Bellè) e l’ex allenatore della Nazionale Arrigo Sacchi (Antonio Zavatteri).

Di sicuro, a prescindere da come la si pensi sul film, sarebbe stato piacevole vedere qualche altra sequenza con Martufello, che nell’occasione veste i panni del buon Carletto Mazzone. Sì, perché il mister dell’Ascoli di Rozzi, romano de Roma ma ascolano d’adozione, fu provvidenziale nell’ultimo spezzone di carriera di Baggio, ai tempi del Brescia.

Arcangeli-Baggio

Un rapporto umano che è andato oltre il rettangolo di gioco, e che ha permesso al calciatore di esprimersi al massimo in un contesto di provincia, trascinando le Rondinelle all’ottavo posto nella stagione 2001, miglior piazzamento nella storia della squadra.

Mazzone fu uno dei pochissimi allenatori (forse l’unico) che capì fino in fondo il campione, cosa che Baggio non smette mai di ricordare durante le sue interviste. Peccato che ne “Il divin codino” tutto ciò sia appena accennato, perché la “chimica” che nella vita reale ha unito i due sembrava potesse legare anche Arcangeli e Martufello.

Per Mazzone non si tratta comunque del primo momento cinematografico vissuto in decenni di panchina. Il mister classe 1937, uno dei monumenti viventi dello sport, nel 2008 prese parte ad un cameo nel sequel de “L’allenatore nel pallone“, con Linfo Banfi nei panni del mitico Oronzo Canà.

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