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I gialli dell’arte rubata:
«C’è una pista per le formelle di Sisto V»

LE DUE OPERE ornavano la base di una statua del Papa piceno, di cui quest'anno ricorrono i 500 anni dalla nascita. Una è sparita 15 anni fa, l'altra nel 2011. L'avvocato De Rosa: «C'è una traccia remota, vediamo dove porterà»
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Le due formelle scomparse

di Monia Orazi

Opere d’arte rubate: c’è una flebile traccia investigativa sulle formelle sparite nel 2006 e nel 2011 dalla base marmorea di Papa Sisto V a Camerino, mentre per riavere in Italia il prezioso messale dell’anno mille appartenuto a San Domenico Loricato, rubato quasi un secolo fa a Frontale di Apiro, occorre attendere un lungo e complesso iter, tra il diplomatico ed il burocratico, che tramite rogatoria internazionale, porti alla confisca ed alla restituzione del bene.

Spiega l’avvocato Giuseppe De Rosa, tra i fondatori del comitato per ripristinare le formelle alla base della statua del Papa piceno, nato a Grottammare 500 anni fa, ubicata nel cuore di Camerino: «Potrebbe esserci una pista molto remota su che fine possano aver fatto le due formelle, ma di più non posso dire e non so dove porterà. Mi auguro che il rinnovato appello della trasmissione Chi l’ha visto, porti ad avere notizie utili e qualche sviluppo».

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La statua di Sisto V. Sulla base erano poste le due formelle sparite

Ieri la trasmissione “Chi l’ha visto?”, a pochi mesi di distanza, ha rinnovato sui canali social e web, la trasmissione del filmato, per lanciare l’appello a chiunque abbia notizie utili, a rivolgersi alle forze dell’ordine, o alla stessa redazione del programma, anche in forma anonima. La prima formella raffigurante la Tranquillità è stata rubata nel 2006, la seconda raffigurante l’Allegria nel 2011. Da allora se ne sono perse le tracce. «Sono un simbolo della città e non solo per questo, è importante che tornino al loro posto», recita il filmato. Si trovavano sulla base marmorea della statua di Papa Sisto V in piazza Cavour, furono realizzate nel Cinquecento dallo scultore Tiburzio Vergelli.

Non solo formelle, anche se risale al 1925, il furto del messale conosciuto come “Sacramentario di Frontale”, avvenuto dalla chiesa di Sant’Anna a Frontale, regolarmente denunciato dal parroco dell’epoca ai “reali carabinieri”, è tuttora una ferita a cui i residenti della zona, sperano si riesca a porre rimedio.

Allo stato attuale il braccio di ferro tra Usa e Italia dura da ormai sei anni, da quando grazie alla denuncia fatta dal parroco di Frontale, assistito dall’avvocato Giuseppe De Rosa, con il supporto dell’allora direttore dell’ufficio diocesano dei beni culturali Luca Maria Cristini, i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale avviarono le indagini che li portarono a scoprire che il prezioso manufatto, un messale liturgico appartenuto a S.Pierre Damiani e regalato a San Domenico Loricato, risalente a prima dell’anno Mille.

Al momento sono in atto le fasi propedeutiche alla richiesta di rogatoria internazionale, che permetterà di dare corso alla confisca del messale ed alla successiva restituzione del bene culturale, alla parrocchia legittima proprietaria.

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Giuseppe De Rosa

Il messale finì prima in Svizzera, poi al collezionista Usa William S. Glazier, successivamente dal 1963 si trova presso la Morgan Library, biblioteca di New York. La svolta è arrivata nel 2019, quando il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Macerata ha confermato la confisca del messale.

I legali della Morgan hanno presentato successivamente ricorso in Cassazione, che a fine 2019 ha respinto il ricorso dei legali della Morgan Library, con la richiesta di rogatoria predisposta dalla Procura della Repubblica di Macerata. Ora tutto è in mano al ministero degli Esteri. L’auspicio è che tra i canali della diplomazia internazionale e le maglie del diritto internazionale, il caso non si insabbi e si possa giungere ad una soluzione utile, che permetta di eseguire la confisca del bene e farlo tornare a “casa”, in quella chiesetta di Apiro dove è stato venerato dai fedeli per almeno dieci secoli.

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