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Arquata si ribella alla pluriclasse,
Franchi: «Uno schiaffo alle famiglie
di tutte le zone terremotate»

ARQUATA DEL TRONTO - Il sindaco reggente del centro simbolo del sisma si scaglia contro l'Ufficio Scolastico Regionale in vista dell'anno scolastico 2021-2022. Gridiamo il nostro sdegno: «E' un colpo basso, uno sfregio»
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Dal sindaco reggente di Arquata del Tronto, Michele Franchi, riceviamo questa nota, che volentieri pubblichiamo, in cui si scaglia contro l’Ufficio Scolastico Regionale. Riguarda la pluriclasse del locale plesso scolastico in vista della ripresa delle lezioni a settembre.

Michele Franchi

«Un colpo basso, uno sfregio e, come se non bastasse, un’interpretazione arbitraria e sbagliata delle norme. Peggio di così l’Ufficio Scolastico Regionale non poteva fare. L’imposizione di una pluriclasse al nostro plesso scolastico, con alunni di anni diversi costretti a condividere ambienti e lezioni, è uno schiaffo ad Arquata e alle famiglie di tutte le zone terremotate. Già nel mese di aprile questa Amministrazione si era opposta alla decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale attraverso una missiva indirizzata al dirigente Marco Ugo Filisetti, all’Anci Marche e all’Uncem.

La lettera, nella quale si evidenziava il mancato coinvolgimento delle istituzioni locali e l’incoerenza del provvedimento con le esigenze del territorio, non ha però sortito alcun effetto. Per tutta risposta, infatti, dagli uffici regionali del Ministero ci è stata ribadita la ferma intenzione di procedere in tal senso. A questo punto non ci resta che gridare il nostro sdegno attraverso tutti i canali di informazione.

Il plesso di Arquata, in proporzione, ha il maggior numero di sfollati in quanto è frequentato non solo dai bimbi del posto, figli di chi coraggiosamente è rimasto qui accettando di vivere nelle Sae, ma anche da quelli di Accumoli. La nostra scuola, costruita da privati e in particolare dalla onlus Specchio dei Tempi in tempi record e seguendo i migliori standard, dovrebbe diventare il fiore all’occhiello di un efficiente sistema educativo in zona montana, ma tramite applicazioni non ponderate dei criteri normativi da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale rischia di trasformarsi nel motivo della mancata assegnazione di risorse umane e della conseguente diminuzione dell’offerta dei servizi scolastici.

Quando qualcuno, magari tra qualche anno, parlerà di “ennesima cattedrale nel deserto” si sappia sin da ora che la responsabilità non dovrà ricadere su questa Amministrazione. Concludo rinnovando la formale protesta contro la decisione assunta dall’Ufficio Scolastico Regionale e chiedo che si proceda immediatamente all’annullamento della stessa».


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