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“Busti illustri”, il cortile
di palazzo Arengo
torna a splendere
dopo il restauro

ASCOLI - Per presentare i risultati del lavoro svolto negli ultimi mesi, i gestori dei Musei civici, i rappresentanti dell'Amministrazione e i partner coinvolti nelle operazioni hanno promosso un evento all'insegna della condivisione e della scoperta per restituire alla città i suoi figli più illustri
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Dopo diverse settimane di analisi e restauro sono finalmente giunte al termine le operazioni di recupero e valorizzazione dei busti lapidei del cortile di palazzo Arengo, che nel pomeriggio dello scorso giovedì 22 luglio si sono mostrati alla cittadinanza in una nuova e rinnovata veste nell’ambito di “Busti illustri”, l’evento organizzato da Integra e il consorzio il Picchio – gestori dei Musei civici – e dai partner coinvolti nel restauro per presentare i risultati del lavoro portato avanti  dalla ditta DGS e da A.R.T. & Co, spin-off dell’Università di Camerino.

Alla presenza – tra gli altri – del sindaco Marco Fioravanti, dell’assessore alla Cultura Donatella Ferretti, del direttore dei Musei civici Stefano Papetti e dei principali artefici del restauro promosso nell’ambito del progetto “Adotta un monumento”, i figli più cari della storia di Ascoli sono stati ufficialmente restituiti alla città tornando a splendere una volta per tutte nel cortile del palazzo comunale in un momento di festa, condivisione e scoperta che ha coinvolto i tanti presenti in piazza Arringo.

Grande soddisfazione espressa dai rappresentanti dell’Amministrazione, così come dagli addetti che hanno curato passo dopo passo le diverse fasi del restauro, a partire dalle analisi condotte con l’ausilio dello spettrometro FT–IR per analizzare le patine di degrado fino ad arrivare alle delicate operazioni di pulitura.

«In questi giorni – ha spiegato il professor Papettisono stati rinnovati e restaurati dei luoghi significativi della città: qualche giorno fa, infatti, è stata la volta del giardino comunale di corso Vittorio Emanuele, protagonista di un intervento destinato sia alla parte architettonica che a quella botanica.

I busti in bronzo erano già restaurati nel 2000 e, per questa ragione, in questi mesi si è intervenuti solo con una spolveratura e una ripulitura dei basamenti in travertino, che all’epoca non erano stati oggetto di intervento. Decisamente più complesse, invece, le operazioni sui busti in pietra, mai restaurati prima d’ora.

Si è trattato di un intervento indispensabile– conclude – che oltre a dare nuova visibilità alle opere è in grado di offrirci garanzie sulla loro conservazione del tempo».

Grazie a una preziosa collaborazione con l’archivio iconografico e l’archivio di Stato di Ascoli, parallelamente alla fase esecutiva del restauro sono state anche condotte delle accurate ricerche storiche sui personaggi di palazzo Arengo. Gli approfondimenti saranno a disposizione dei visitatori attraverso dei Qr-code posizionati sui basamenti dei busti, che una volta scansionati forniranno informazioni biografiche e culturali di ogni busto, anche in inglese.









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