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Gaetano Curreri, l’infermiere
che lo ha soccorso sul palco
è Giuliano Chiappini

SAN BENEDETTO - Lavora al "Madonna del Soccorso" ed era al concerto quando il cantante ha avuto l'infarto. E' scattato insieme ad altri tre medici presenti ed ha "aperto la vena" al noto paziente per accelerare il lavoro degli operatori del 118. Lo staff degli Stadio si era rammaricato per non averlo potuto rintracciare e ringraziare
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Giuliano Chiappini

di Maria Nerina Galiè

«Non siamo riusciti a rintracciare l’infermiere che si è unito ai soccorsi sul palco, i nostri ringraziamenti vanno anche a lui»: così il management di Gaetano Curreri nel post in cui hanno ringraziato tutti coloro che hanno curato e assistito il cantante, dopo l’infarto che lo ha colpito il 30 luglio scorso, durante il concerto a San Benedetto.

Si chiama Giuliano Chiappini ed è un infermiere del “Madonna del Soccorso” di San Benedetto. Dopo una trentennale esperienza nel reparto Rianimazione, da qualche anno è stato assegnato agli ambulatori di Neurologia dell’ospedale rivierasco.

Chiappini era in seconda fila, in piazza Piacentini, al Paese Alto, per assistere all’esibizione di uno dei suoi artisti preferiti. Non gli è sfuggito lo “strano” comportamento del cantante, che improvvisamente non riusciva a parlare e barcollava. Si è fiondato sul palco, insieme ai medici, Mauro Mario Mariani, Paolo Mengoni e Luciana Laureati Natali, pure tra il pubblico.

Non si è fatto avanti lui per dire che aveva fatto la sua parte nei soccorsi. Lo hanno “trovato” quasi per caso il direttore del presidio unico ospedaliero dell’Area Vasta 5, il dottor Giancarlo Viviani, ed il primario di Neurologia, la dottoressa Cristina Paci.

«Ho seguito da fuori il decorso della malattia – ha commentato Chiappini – avrei avuto piacere di salutarlo, prima che partisse. In quei momenti concitati abbiamo interagito, anche parlato. Ma non mi sembrava il caso di andare a disturbare, quando era ricoverato al “Mazzoni”».

Un umiltà che lascia senza parole, a giudicare dall’esterno. Un comportamento assolutamente normale, per chi per mestiere ha scelto di curare le persone ed ha fatto «quello che so fare».

Gaetano Curreri

Giuliano Chiappini ha avuto un ruolo importante, sul palco dove il leader degli Stadio stava avendo un infarto: «Gli ho “aperto la vena al volo”. In altri termini, per accelerare il trattamento farmacologico a cui lo avrebbero sottoposto i soccorritori del 118 che stavano arrivando, ho inserito un ago cannula e infuso soluzione salina, che ha anche idratato il paziente».

Chiappini racconta che tutti i presenti, scattati sul palco alle prime avvisaglie del grave malore, hanno dato una mano. «Ciascuno come poteva e sapeva», dando l’idea di un’equipe affiatata, seppure improvvisata, dove tutti andavano nella stessa direzione, alcuni senza nemmeno conoscersi.

C’erano i medici. Ma anche chi gli teneva le gambe o faceva luce con il cellulare, «mentre cercavo di prendergli la vena. Le luci del palco erano state spente e non c’era visibilità».

«Curreri è rimasto cosciente per tutto il tempo – ha raccontato Chiappini – ha risposto chiaramente di avere dolore al petto che si irradiava al braccio sinistro, il tipico sintomo dell’infarto».

Per questo gli operatori non hanno perso tempo e – a bordo dell’ambulanza della Potes del 118 di San Benedettolo – hanno dirottato immediatamente il paziente all’Emodinamica dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli.  Lì è stato sottoposto ad un primo intervento in emergenza, effettuato dai medici Luca Di Vito e Procolo Marchese, assisiti dagli infermieri Silvia Fioravanti e Walter Mazzocchi.

Dopo tre giorni, di nuovo sotto i ferri per la rivascolarizzazione, praticata dal dottor Pierfrancesco Grossi.

 


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