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Il saluto di Cavion all’Ascoli:
«Ho accettato menzogne e offese,
grazie ai tifosi per questi anni»

SERIE B - Dopo l'ufficialità del suo approdo al Brescia, il centrocampista classe 1994 ha rotto il silenzio che andava avanti da quando è stato messo fuori rosa dalla società bianconera lo scorso gennaio: «Sono stato disponibile in 95 partite su 97 nei tre anni vissuti al Picchio. Ho sempre avuto rispetto e cercato di onorare la maglia, sono dispiaciuto per come è finita»
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di Salvatore Mastropietro

«Ho aspettato di avere un po’ di stabilità prima di scrivere queste parole ed oggi finalmente eccomi qua», inizia così la lunga lettera pubblicata da Michele Cavion sul proprio profilo Instagram con destinatari la città di Ascoli e i tifosi bianconeri. Ad un mese e mezzo dalla scadenza del suo contratto con la società picena, il calciatore si appresta ad iniziare una nuova esperienza con la maglia del Brescia, proprio quel Brescia che lo aveva cercato con insistenza la scorsa estate e a cui il centrocampista aveva segnato – con annesse polemiche scaturite da alcune dichiarazioni – nella prima giornata della scorsa stagione.

Michele Cavion

Prima di voltare definitivamente pagina, però, Cavion ci ha tenuto a salutare la piazza che lo ha ospitato per tre anni e che lo ha visto protagonista prima di essere messo fuori rosa alla vigilia di Cittadella-Ascoli dello scorso gennaio. La motivazione data dall’ex direttore sportivo Ciro Polito e dalla società di Corso Vittorio fu il rifiuto dello stesso calciatore di sottoporsi ad un’infiltrazione e di aver dunque mancato di rispetto alla squadra in un momento piuttosto delicato. Diversa, tuttavia, la versione di Cavion, che ha fornito la propria ricostruzione dei fatti dopo mesi di silenzio.

«Tre anni fa – ha ripercorso Cavion – ho firmato un contratto triennale con l’Ascoli Calcio, trasferendomi dalla Cremonese. Nella stagione 2018-2019 ho disputato 34 partite su 37 e nelle 3 non disputate ero regolarmente a disposizione. Nella stagione 2019-2020 ne ho disputate 37 su 41 e, eccetto la partita in casa con il Crotone del 29/06/2020 in cui ero squalificato per somma di ammonizioni, anche nelle restanti tre ero regolarmente a disposizione. Nella stagione appena conclusa ho disputato 18 partite su 39. Delle 21 non disputate 20 sono state per scelta societaria. Solamente nella partita del 16/01/2021 – è questo l’episodio “incriminato” – non ho potuto dare la mia disponibilità a giocare in quanto nella mattinata precedente ho effettuato un’ecografia nella zona del pube, presso l’Ospedale Mazzoni di Ascoli, che ha evidenziato una forte infiammazione e quindi, sotto consiglio medico e poiché non sentivo di poter offrire al massimo il mio contributo alla squadra in una partita importante, l’ho comunicato al mister ed ho deciso di saltare quel match per recuperare per quello successivo. Quindi, da quando sono arrivato in Ascoli sono stato disponibile 95 partite su 97. Non ho mai saltato una seduta di allenamento, anzi è mio solito arrivare prima e fermarmi ben oltre l’orario di allenamento per cercare, con costanza, di migliorarmi».

Il gol messo a segno da Cavion in Brescia-Ascoli del settembre 2020

Lo stesso Cavion, prima dell’episodio in questione, era sempre stato preso in considerazione come un esempio per tutti all’interno della rosa bianconera: «Non ho mai chiesto un permesso  per saltare una seduta anche nei momenti importanti della mia sfera privata. Non ho mai preso un richiamo disciplinare, anzi sono sempre stato gratificato ed indicato come “esempio di abnegazione e professionalità” da tutti i tanti staff tecnici che si sono susseguiti in questi 3 anni. Quindi purtroppo quel singolo ed unico episodio di infortunio è valso affinché venissi etichettato come un atleta “negligente e non professionale” che “si è rifiutato di scendere in campo. Ho accettato le critiche, le menzogne, le offese di questi mesi rimanendo fino ad ora in silenzio. E’ vero, alla fine della stagione 2019-2020 ho chiesto alla società di essere ceduto, perché per mie considerazioni professionali, societarie e private, ho ritenuto che il progetto dell’Ascoli Calcio non fosse più quello giusto per me». 

Un’esultanza di Cavion

Tanti hanno ritenuto il comportamento di Cavion una mancanza di rispetto nei confronti della squadra e della società, ma il calciatore non è di questo avviso: «Molti hanno ritenuto questo un segno di ingratitudine e un atteggiamento irrispettoso ma dal mio punto di vista non è così. Dal mio punto di vista rispetto è aver accettato la scelta della società Ascoli Calcio di decidere di non cedermi ad inizio stagione 2019-2020 a diverse società interessate ad acquisire il mio cartellino continuando, come è normale che sia, a dare il mio meglio sul campo per i mesi a seguire e cercando, nel limite delle mie capacità, di dare sempre il massimo per la prestigiosa maglia che indossavo. Rispetto è non aver voluto fare una guerra mediatica a colpi di dichiarazioni stampa o social (sarebbe stato sufficiente pubblicare il certificato medico del 15/01/2021) in un momento in cui i miei compagni di squadra e amici stavano affrontando una situazione delicata. Rispetto è stato essere pienamente disponibile la partita successiva all’infortunio, nonostante le illazioni fatte sulla mia professionalità, accettando poi la scelta societaria di essere messo fuori rosa. Rispetto è stato stare in silenzio raccogliendo offese e giudizi dettati dall’avere una sola prospettiva della vicenda, onorando fino alla fine il contratto in essere con la società titolare del mio cartellino».

L’ultima apparizione di Cavion con la maglia bianconera

Infine il calciatore ha rivolto un saluto ai tifosi, ringraziandoli per quanto vissuto nelle tre stagioni sotto le Cento Torri: «Chiarita la mia posizione, voglio però dire una cosa a tutti i tifosi, perché al di là delle vicissitudini con la società, la vera Ascoli Calcio siete voi! Grazie perché mi avete sempre trattato con affetto dandomi la carica anche e soprattutto quando le cose si facevano più difficili. In Ascoli ho conosciuto persone stupende e di cuore, che mi hanno supportato sia dentro che fuori dal campo. Grazie per la vostra passione, per la vostra energia, per il vostro ardore, per il vostro amore incondizionato per la maglia dell’Ascoli e per questo meraviglioso sport che ho la fortuna di praticare. Mi porterò dentro al cuore ogni singola emozione vissuta insieme, dalle gioie alle delusioni. Sono davvero dispiaciuto e rammaricato per come sono andate a finire le cose, VOI non lo meritavate. Forse avrei dovuto chiarire la mia posizione prima e vi chiedo scusa per la poca chiarezza ma ho preferito il silenzio alla polemica, visto il momento delicato che stava affrontando la squadra. Nonostante tutto ciò che è successo il rancore non è un sentimento che fa per me, quindi ringrazio il Patron Pulcinelli per avermi dato l’opportunità di vestire la maglia del Picchio e per i bei momenti passati insieme in precedenza. Ad oggi la mia strada con l’Ascoli Calcio si è divisa e mi aspetta un nuovo percorso in cui non vedo l’ora di mettermi in gioco ma ricorderò sempre con gioia e affetto tutti voi. Ascoli sei grande e grande resterai, nel mio cuore!».


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