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Elezioni, il M5S si schiera
dalla parte di Pulcini
Angelini: «Soluzione ideale,
no agli interessi personali»

SAN BENEDETTO - Il leader dei pentastellati conferma la disponibilità a fare un passo indietro in nome di un progetto condiviso che ruoti attorno alla responsabile regionale di Legambiente. Restano da valutare le posizioni di Aurora Bottiglieri e Paolo Canducci, che entro la serata di lunedì dovranno scegliere se rispondere o meno all’appello lanciato da Matteo Ricci e Giorgio Fede
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di Federico Ameli

 

Mentre in città residenti e turisti si apprestano a vivere al meglio la giornata clou dell’estate in Riviera, sono ore di profonda riflessione per il centrosinistra sambenedettese, con alcuni tra i principali protagonisti della campagna elettorale chiamati a sciogliere le ultime riserve sulla possibile candidatura della responsabile regionale di Legambiente Francesca Pulcini dopo l’appello lanciato dal coordinatore nazionale dei sindaci del Partito Democratico Matteo Ricci e dal senatore pentastellato Giorgio Fede in occasione dell’incontro andato in scena nel pomeriggio di venerdì 13 agosto.

Francesca Pulcini

D’altra parte, a un mese e mezzo dalla chiamata elettorale, non resta poi molto tempo per unire le forze e fare fronte comune dinanzi alla coalizione capeggiata dal primo cittadino uscente Pasqualino Piunti, che al cospetto di un centrosinistra frammentato rischierebbe di avere vita fin troppo facile sulla via del secondo mandato. Un concetto ribadito con decisione dai due rappresentanti nazionali di Pd e 5 Stelle, che per scongiurare ulteriori strascichi e chiamare a raccolta le forze democratiche di San Benedetto hanno fissato nella serata di lunedì 16 agosto il termine ultimo per aderire al progetto comune da affidare alle cure di Francesca Pulcini.

Un ultimatum che di fatto mette con le spalle al muro gli attuali candidati sindaci di centrosinistra e pone di fronte a un bivio il Pd, le cui correnti interne dovranno al più presto trovare la quadra intorno al nome della Pulcini o di Aurora Bottiglieri, e la squadra di Paolo Canducci, altro elemento di spicco nell’economia dell’aspirante coalizione, ma che al tempo stesso non sembra sconvolgere i piani del Movimento 5 Stelle e di Serafino Angelini, che in più di un’occasione ha annunciato la sua disponibilità a fare un passo indietro per il bene del centrosinistra sambenedettese.

«Personalmente – spiega Angelini – nel corso della riunione non ho fatto altro che ribadire una volontà che nasce da presupposti ben precisi. Quello di Francesca Pulcini è il primo nome che abbiamo realmente condiviso: dallo scorso novembre in poi, da parte nostra abbiamo sempre dimostrato di voler collaborare, ponendo però come requisito indispensabile una necessaria discontinuità rispetto al passato. I nomi proposti in questi ultimi mesi non offrivano garanzie in questi termini e, di conseguenza, non potevamo certo aderire a un progetto di questo genere».

Serafino Angelini

La candidatura di una figura autorevole e stimata in città, però, ha di fatto cambiato le carte in tavola per i pentastellati, che in vista della scadenza di lunedì sera si schiereranno senza indugi dalla parte della responsabile regionale di Legambiente.

«In questo momento – prosegue l’attuale candidato sindaco del Movimento 5 Stelle – è necessario concentrarsi su una candidatura forte, valida e di spessore. Francesca Pulcini è una donna giovane che ha già avuto modo di dimostrare una certa indipendenza e che viene sì da un’associazione apartitica, ma comunque piuttosto vicina al Partito Democratico.

Oltre alle dovute considerazioni di merito, è anche per queste ragioni che nel momento in cui è stato fatto il suo nome ho subito pensato che potesse realmente riunire tutte le anime del centrosinistra, anteponendo in questo modo il bene della città alle mie ambizioni personali».

Con i 5 Stelle pronti a scendere in campo insieme a Francesca Pulcini, restano ora da valutare le posizioni di Aurora Bottiglieri, Paolo Canducci e delle rispettive squadre, attesi da un inedito Ferragosto a base di riflessioni e alleanze da valutare con attenzione.

Aurora Bottiglieri e Serafino Angelini

«Io sono il portavoce di un gruppo che prende le sue decisioni collegialmente – precisa Angelini – mentre loro hanno un modo diverso di ragionare e talvolta è anche superfluo discutere insieme di certi aspetti. Loro faranno le loro considerazioni mentre noi facciamo le nostre, come un gruppo realmente coeso.

Io credo ancora di rappresentare una figura adeguata, con esperienza sufficiente e con il giusto entusiasmo per guidare questa città, ma non appena è stato possibile trovare una figura in grado di intercettare un più largo consenso ho accettato di buon grado di fare un passo indietro.

Capisco anche che non fosse così semplice trovare una sintesi attorno al mio nome – che pure fino alla scorsa primavera circolava nell’ambiente come possibile figura di raccordo, ndr – ma per me la cosa più importante al momento è trovare la giusta soluzione per San Benedetto, mentre altri seguono maggiormente gli interessi personali».

A poco più di ventiquattr’ore dalla scadenza dei termini fissati da Ricci e Fede per la costituzione di un fronte comune di centrosinistra, però, di certezze in questo senso se ne vedono ben poche all’orizzonte. Perfino gli stessi addetti ai lavori faticano a formulare un pronostico sull’esito dei colloqui tra le parti, che decideranno buona parte del destino elettorale dei democratici e progressisti sambenedettesi.

«In questo momento non ho la più pallida idea di come andrà a finire – confessa Angelini -. L’unica cosa certa è che il Movimento 5 Stelle non poteva fare di più nel cercare un punto di incontro. Se dovessi azzardare le mie percentuali direi che siamo attorno al 50%, ma anche alla luce di quanto avvenuto nell’ultima riunione, da cui sono emersi lati positivi e aspetti più contrastanti, non è semplice interpretare ciò che accadrà.

Ogni gruppo probabilmente si riunirà per stabilire il da farsi – conclude – ma non ho idea di cosa verrà fuori. Mi auguro per il bene della città che si trovi una sintesi; tuttavia, se la grande coalizione di centrosinistra non dovesse vedere la luce, di certo la responsabilità non sarà del Movimento 5 Stelle».

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