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La pluriclasse ad Arquata non si farà,
Michele Franchi:
«Un risultato importante»

ARQUATA DEL TRONTO - Il sindaco facente funzione: «La prima battaglia è vinta, ma non abbasseremo la guardia. Ringrazio l'Anci, l'assessore Guido Castelli, il commissario Giovanni Legnini e il Presidente del Consiglio Mario Draghi con cui ho avuto modo di confrontarmi»
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Michele Franchi

«Con grande soddisfazione ho appreso dall’Anci Marche una bellissima notizia: per l’anno scolastico 2021-2022 il Ministero dell’Istruzione ha stanziato, per il cratere del sisma, risorse sufficienti a coprire lo stesso numero di classi dello scorso anno».

Lo afferma, soddisfatto, Michele Franchi, sindaco facente funzione di Arquata del Tronto, che parla di «un risultato importante che abbiamo raggiunto grazie a chi nei mesi scorsi ha raccolto il nostro grido di aiuto, e cioè l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani, ndr), l’assessore regionale Guido Castelli e il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Un ringraziamento particolare va anche al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, con cui ho avuto modo di confrontarmi, ed ha mostrato grande sensibilità al tema».

Poi Franchi aggiunge: «Possiamo dichiarare vinta la prima battaglia contro la pluriclasse, un pericolo scampato per il prossimo futuro, ma non vogliamo assolutamente abbassare la guardia. La scuola, infatti, è un pilastro fondamentale della rinascita di Arquata, dal punto di vista della formazione delle nuove generazioni ma soprattutto sotto il profilo sociale: come abbiamo sempre ribadito nei tanti interventi dei mesi scorsi, il nostro plesso ha, tra gli alunni iscritti, il maggior numero di sfollati di tutto il cratere in quanto è frequentato non solo dai bimbi del posto, figli di chi coraggiosamente è rimasto qui accettando di vivere nelle Sae, ma anche da quelli di Accumoli. La struttura, costruita in pochi mesi da privati e in particolare dalla onlus Specchio dei Tempi – conclude Franchi – vanta standard elevatissimi, senza pari sul territorio e noi vogliamo che resti ancora a lungo il fiore all’occhiello di un efficiente sistema educativo in zona montana, senza classi miste e, anzi, con sempre più iscritti».


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