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Ballottaggio, Cava (FdI)
e i dubbi sull’apparentamento:
«L’unità non è frutto
del baratto di poltrone»

SAN BENEDETTO - Il coordinatore locale di Fratelli d’Italia esprime le sue perplessità su un’eventuale alleanza tra il candidato Spazzafumo e gli sconfitti della prima tornata elettorale. Nel mirino del rappresentante dei meloniani i contrasti e le reali motivazioni alla base di un possibile accordo tra lo sfidante di Piunti e il Pd
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La campagna elettorale prosegue senza sosta a San Benedetto, dove tra il 17 e il 18 ottobre le urne del ballottaggio decreteranno chi tra il sindaco uscente Pasqualino Piunti (candidato del centrodestra) e Antonio Spazzafumo (Libera San Benedetto) avrà il compito di guidare la città per i prossimi cinque anni.

Dopo l’appello congiunto di Partito Democratico, Articolo Uno e Nuovi Orizzonti Sambenedettesi per spronare lo sfidante Spazzafumo affinché riunisca attorno a sé le coalizioni uscite sconfitte dalla prima tornata elettorale, questa volta tocca a Fratelli d’Italia esprimersi su eventuali alleanze e apparentamenti, il cui termine ultimo è fissato per la giornata di domenica 10 ottobre.

Luigi Cava

In questo senso, secondo Luigi Cava – coordinatore locale di Fratelli d’Italia – l’unità di intenti caldeggiata dagli ambienti di centrosinistra sarebbe riconducibile a motivazioni di carattere personale e politico in vista dell’assegnazione dei seggi in consiglio comunale piuttosto che a una reale condivisioni di proposte e progetti per la città di domani, con una serie di divergenze legate agli interessi contrastanti delle diverse anime progressiste della città.

«A occhio e croce – esordisce Cava – gli appelli all’unità stiano confermando i fallimentari tentativi fatti prima delle elezioni.

Del resto il gruppo di Italia Viva e Fabio Urbinati – legati alla coalizione di Spazzafumo, ndr – farebbe bottino pieno di consiglieri con l’assenza del Pd in consiglio comunale, mentre la coalizione Bottiglieri, in caso di apparentamento con Spazzafumo, porterebbe in consiglio Benigni e Primavera.

Chi non ha saputo unirsi prima delle elezioni pretenderebbe ora di barattare un sostegno con promesse verbali e non con atti formali come un apparentamento elettorale».

Situazione diversa invece – almeno secondo Cava – tra le fila dei sostenitori di Piunti, pronti a convergere sulla figura del sindaco uscente nella corsa al suo secondo mandato. «Il centrodestra unito – conclude Cava – fa l’apparentamento con tutti i sambenedettesi e la disponibilità al dialogo costruttivo e democratico la concede a tutte quelle forze politiche che hanno a cuore il futuro della città».

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