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«Questa è la sala della Ragione
non un centro sociale»
la risposta del sindaco
ad una grave offesa

ASCOLI - La denuncia nell'ambito del Consiglio comunale del 4 novembre, per un episodio accaduto durante l'assemblea pubblica del 26 ottobre: «Vergogna istituzionale». Sul Piano d'Ambito, sempre il primo cittadino: «Ho chiesto un parere sulla legittimità della delibera». «Ribadiamo Relluce». Ameli (Pd): «Iniziativa che si poteva condividere». Tamburri (M5S): «Non è questa la sede di fare propaganda»
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di Maria Nerina Galiè

Consiglio comunale ad Ascoli, oggi, 4 novembre. Si è aperto con un minuto di silenzio per l’avvocato Luigi Romanucci, recentemente scomparso, ed il cui ricordo è stato affidato alla consigliera Micaela Girardi.
A seguire, le comunicazioni del sindaco, Marco Fioravanti, con l’esordio rivolto alla giornata delle Forze Armate, festeggiata a livello istituzionale nella mattinata. Ed anche all’ufficializzazione della candidatura di Ascoli a Capitale della cultura 2024.

In piedi, la consigliera Micaela Girardi

Poi l’argomento rifiuti, al centro della prefazione di Fioravanti, (prima di dare il via ai lavori, secondo l’ordine del giorno): l’annuncio – di aver ribadito la posizione del Comune di Ascoli a Regione, Provincia e Ato – ed una severa denuncia, da parte del primo cittadino, di un episodio che risale all’assemblea pubblica dello scorso 26 ottobre: «Durante l’incontro c’è stato qualcuno che, disteso sugli scranni di questa pubblica sala, massima espressione di apertura alla cittadinanza, ha detto: “A soreta” (è una parolaccia in dialetto ascolano, ndr). E’ un’espressione che non posso accettare, in questa sede soprattutto. E’ una vergogna istituzionale e, come sindaco, lo denuncio pubblicamente».

E più avanti, quando la discussione sul Piano d’Ambito si è fatta accesa, nel rispondere all’opposizione che gli chiedeva conto di un consiglio comunale aperto, diverso dall’assemblea pubblica, ha rimarcato: «Questa è la sala della Ragione e non un centro sociale».

Al calmarsi delle acque, la conferma che già la “capi gruppo” sta discutendo sulle modalità di fare un Consiglio comunale aperto, in ottemperanza delle norme anti Covid.

Piano d’Ambito, dunque, anche nel Consiglio comunale, nel quale il sindaco ha ribadito la sua posizione, sostenuta «nell’assemblea, pacifica e costruttiva con al centro tema ambientale che io seguo dal 2014, siamo riusciti a dire la verità e la cittadinanza ha acquisito una consapevolezza diversa».

Una ricostruzione di quella sera, interrotta dal consigliere Massimo Tamburri (Movimento 5 stelle): «Sindaco, deve fare propaganda o dare comunicazioni?». La risposta del sindaco: «Ti sei candidato due volte ed hai perso sempre».

Il sindaco Fioravanti

«La settimana scorsa sono sempre le parole di Marco Fioravanti – ho chiesto a Regione e Provincia un parere sulla legittimità della delibera di approvazione del Piano. Non ho ancora avuto risposta. Oggi ho inviato un’osservazione all’Ato, sempre sul Piano d’Ambito, ribadendo la volontà di riproporre Relluce ed ho scritto, qualora venga approvata la vasca zero, un dimensionamento di quel progetto. L’Ata non può autorizzare nuove discariche né dimensionarle. Può solo calcolare il fabbisogno e dare un indirizzo politico.

Lo dico ancora una volta  Noi votiamo un piano di governance pubblica, che preveda la sistemazione di tutte strade massacrate dal periodo di gestione privata, la bonifica dell’ex Ipg, per andare avanti progetto riserva naturale parco calanchi , il divieto di passaggio dei camion all’interno del territorio comunale di Ascoli».

Un “appunto” da parte di Francesco Ameli (capogruppo del partito democratico): «Poteva condividere con noi questa iniziativa. Le avremo consigliato di chiedere il ridimensionamento tutto il Piano d’Ambito. Anche Relluce prevede una progettualità di molto superiore alle esigenze».

 


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