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Viaggio tra le attività commerciali
all’ombra delle cento torri
Stallone: «Dal covid allo sviluppo e riqualificazione»

ASCOLI - Una panoramica con l'assessore comunale al Commercio sull’attuale situazione del centro storico del capoluogo piceno. Dai sostegni per la ripartenza alle novità in cantiere, per un progetto che metta d’accordo residenti, titolari di negozi e pubblici esercizi ed esigenza di riportare passeggio e turismo
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di Maria Nerina Galiè

 

Il piano sosta, una rivoluzione per il centro di Ascoli: 1 euro per le prime due ore sugli stalli blu e abbonamento mensile per chi lavora nelle attività commerciali all’ombra delle cento torri (nelle strutture a 30 euro, da lunedì a sabato dalle ore 6 alle 22, o 35 euro h24).

L’obiettivo – sono le parole dell’assessore comunale di Ascoli al Commercio, Nico Stallone, è la riqualificazione del parte storica della città, riportando gente e facilitando gli operatori che devono garantire una buona offerta a chi vi si avventura per una passeggiata, dalla periferia o dai comuni limitrofi, e per i turisti.

Su tutto questo il covid. Ha frenato qualche progetto, ha fatto emergere criticità, ma ha anche dato sponda per trovare soluzioni, temporanee e legate all’emergenza, da tenere in caldo per renderle definitive.
Su tutto questo, le attività di food e beverage che – basta farsi un giro nelle principali vie – sembra abbiano fagocitato ogni vetrina, ogni angolo o marciapiede disponibili.

Penalizzati più di altri dalla pandemia, hanno avuto sostegno dall’Amministrazione comunale, con risultati tutt’altro che deludenti. Infatti proliferano e sono sempre pieni, soprattutto nel weekend.

«Si continuerà su questa strada e ci sono tante novità in vista. Il passo successivo, però, sarà anche quello di riportare al centro attività scomparse», anticipa l’assessore nell’ambito di una disamina dell’attuale situazione, rispetto alla quale non nasconde che «ci sono equilibri da mantenere, tra il decoro della città e l’esigenza di creare “giro”».

E intanto una domanda a brucia pelo, personale: assessore crede nel vaccino?
«La mia risposta può essere solo personale. Sì, ci credo. Ho fatto le due dosi e, appena potrò, farò anche la terza».

Tornando al centro città. Bar, pizzerie, ristoranti, paninoteche, birrerie, gelaterie.

«E’ una caratteristica delle città turistiche. L’offerta deve rispondere alla domanda. Il covid è stato una “manna”, mi si passi il termine, per le città di provincia, in quanto ha incentivato il turismo italiano a discapito di quello estero. Ma anche i residenti avevano bisogno di uscire e ritrovarsi, in sicurezza.
Le nostre attività ricettive non si sono fatte trovare impreparate».

Entra poi nel merito. «Il 18 maggio del 2020, la riapertura dopo il lockdown, siamo stati il primo comune in Italia ad aver permesso il raddoppio dell’occupazione dello spazio esterno ed anche di vicinato. A costo zero oltretutto, avendo abolito la Tosap. Abbiamo agevolato la Tari ai negozianti e distribuito il bonus famiglia per incentivare i consumi».

E’ recente la delibera comunale che, in deroga alle linee guida, permette ai pubblici esercizi – anche in Piazza del Popolo – di dotarsi di arredi, quali fioriere, sistemi di illuminazione aerea e pannelli frangivento, che abbiano determinate caratteristiche per armonizzarsi con l’ambiente circostante.

Ad esempio? «I pannelli frangivento, che passano da un’altezza di 1,20 metri a 1,60 – ma l’idea è di portarli a 1,80 – non dovranno avere la cornice metallica. Sono meno impattanti e, il cliente che sta all’interno, non ha preclusa la visuale sulle bellezze della città».
Si tratta di un’ordinanza in deroga, per l’emergenza Covid. Le strutture richieste sono piuttosto costose. C’è il rischio che l’ultimo dell’anno i gestori dovranno affrettarsi a rimuoverle?
«La novità sta nel fatto che vorremmo inserirle definitivamente nelle linee guida che stiamo elaborando insieme con l’Università e la Soprintendenza. Abbiamo chiesto un incontro, io e l’assessore Gianni Silvestri, con il nuovo responsabile». 

Qui si potrebbe inserire il disappunto di chi vorrebbe mantenere il tradizionale aspetto a vie e piazze del centro.
«Se vogliamo essere un città aperta, dobbiamo cambiare in parte il modo di pensare.
Non a caso, ci saranno delle restrizioni relative agli street food. Nelle piazze del centro storico si svolgeranno soltanto eventi di nicchia o di respiro nazionale. Tutti gli altri avranno come teatro la periferia, che invece ha bisogno di maggiori occasioni di aggregazione».

Alcuni residenti lamentano anche disturbo della quiete, alcune notti, e sporcizia lasciata ovunque la mattina dopo. 
«Stiamo lavorando anche sulla sicurezza, che non è solo salute. Sappiamo benissimo di alcuni punti particolarmente critici e siamo in costante con la Questura di Ascoli, a cui mandiamo segnalazioni. I nostri Vigili Urbani, inoltre, sono sempre di pattuglia nei giorni di maggiore afflusso o pronti ad intervenire». 

Parliamo ora di negozi. In centro hanno resistito in pochi. Gli affitti alle stelle, molti locali ancora inagibili per il sisma.
«Posso dire, perché li conosco tutti, che quelli presenti lavorano bene. Sono rimaste anche le attività storiche. Sì, i canoni di locazione di sono alzati dopo il terremoto, ma noi non possiamo intervenire sulle contrattazioni tra privati. Ed è anche vero è sempre l’assessore Stallone che parla che mancano alcune categorie merceologiche.

Ma per loro ci sono iniziative che stiamo mettendo a punto. Si tratterà dell’abolizione delle tasse comunali per qualche anno. E’ in corso un apposito confronto per rendere compatibile il sistema di agevolazioni con gli equilibri di bilancio. In ogni caso gli incentivi saranno rivolti a attività non food».

C’è una mappa di negozi e pubblici esercizi presenti in centro?

«La stiamo predisponendo. Da mesi stiamo lavorano su un data base che raccolga tutte le attività, divise per zone e tipologie, in modo particolareggiato. Adesso c’è solo un elenco basato su codice Ateco». 
Natale.

«Oltre al cartellone di eventi, che mi ha visto impegnato con i colleghi di altri assessorati, per portare avanti un progetto unitario, e le iniziative con Wap, l’associazione dei commercianti, partirà un progetto pilota per la filodiffusione musicale. E’ vero che a Natale c’è sempre stata la musica. Ma stavolta sarà diffusa, per ora, tra via del Trivio e la parte centrale di corso Mazzini, non nelle piazze. E l’accompagnamento musicale, di sottofondo, resterà tutto l’anno e sarà estesa anche ad altre vie. Abbiamo preso spunto dai musicisti di strada. E contribuirà a dare meglio l’idea di come vogliamo rendere il nostro centro storico: un vero e proprio centro commerciale naturale». 


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