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Il dramma della 14enne positiva che si arrende al covid

LA RAGAZZINA di Osimo aveva delle gravi patologie ed era stata ricoverata per il contagio. Il direttore della rianimazione pediatrica, Alessandro Simonini: «Il quadro infettivo non si è mai risolto. Oggi si è manifestata un’improvvisa insufficienza respiratoria che ha portato all’arresto cardiaco»
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Si sono spenti alle 12,08 il sorriso e la voglia di vivere della 14enne osimana ricoverata nella Rianimazione Pediatrica dell’ospedale “Salesi” di Ancona lo scorso 5 novembre a seguito di una insufficienza respiratoria ingravescente da covid.

L’ospedale Salesi

«La paziente – spiega il direttore del dipartimento Materno infantile Sod anestesia e rianimazione pediatrica, Alessandro Simonini – era affetta da Pentasomia X, mutazione genetica con predisposizione a tromboembolismo, pregresso trapianto renale con conseguente immunosoppressione armacologica Fin. Dalle prime ore successive al ricovero in Rianimazione le condizioni cliniche sono apparse critiche e in rapido peggioramento – spiega – tanto che si è resa necessaria l’intubazione tracheale e la ventilazione meccanica. Durante tutto il ricovero le condizioni si sono caratterizzate per l’estrema criticità, in parte per le comorbidità presenti ma soprattutto per il progressivo deterioramento della funzionalità polmonare».

Il ricovero al Salesi è avvenuto a seguito della febbre alta, arrivata a misurare 41 gradi, dopo aver contratto il covid. La 14enne soffriva di una sindrome genetica molto rara. «Sono stati eseguiti 4 cicli di prono-supinazione – riprende Simonini – data l’impossibilità di mantenere la paziente supina si è reso necessario prolungare il tempo di pronazione fino anche a 72 ore. Non è stato mai possibile considerare l’estubazione della bambina e lo scorso 5 dicembre, si è provveduto al confezionamento di tracheostomia chirurgica per consentire l’alleggerimento del piano analgo-sedativo divenuto ormai di difficilissima gestione per la tachifilassi insorta e, nella prospettiva di un impossibile recupero completo della funzionalità respiratoria, di una futura ventilazione domiciliare».

Purtroppo però, nonostante il costante e accurato monitoraggio «il quadro infettivo non si è mai risolto. Oggi si è manifestata un’improvvisa insufficienza respiratoria che ha portato ad una rapida precipitazione delle condizioni emodinamiche fino all’arresto cardiocircolatorio non responsivo alle manovre di rianimazione cardiopolmonare. Dopo circa 40 minuti di rianimazione cardiopolmonare avanzata, è stato dichiarato il decesso di Martina». Martina Campanile non si era potuta vaccinare perché immunodepressa.

«Ho chiamato il babbo ed ho espresso la vicinanza alla famiglia da parte della giunta, del presidente Francesco Acquaroli e di tutta la nostra comunità per questa gravissima perdita – dice l’assessore Filippo Saltamartini -rinnovo l’impegno a promuovere la vaccinazione e la profilassi contro il vero pericolo che è il Covid con piena fiducia nella scienza».




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