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Caos Riviera delle Palme, atti desecretati solo a metà: «Chiediamo chiarezza»

SAN BENEDETTO - Un appello unanime lanciato dalle diverse forze politiche presenti in Consiglio in risposta alla pubblicazione della documentazione con evidenti censure. Verifiche in corso da parte della maggioranza, con un appunto rivolto alla precedente gestione Piunti: «Non dimentichiamo le vostre responsabilità nella secretazione dei documenti»
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di Federico Ameli

 

L’intricata vicenda che da qualche settimana a questa parte vede protagonista la relazione della commissione d’inchiesta sui lavori svolti allo stadio Riviera delle Palme si arricchisce di un nuovo capitolo.

Lo stadio Riviera delle Palme

 

Se le polemiche andate in scena a partire dal consiglio comunale del 12 febbraio hanno finalmente portato alla pubblicazione della documentazione, dando un’occhiata all’albo pretorio del Comune di San Benedetto non ci vuole poi molto ad accorgersi che gli atti caricati dagli uffici comunali lo scorso martedì 8 marzo presentano delle vistose censure che ostacolano la corretta consultazione dei documenti.

 

Ad oggi, infatti, non risultano visibili i nomi dei funzionari che hanno deposto di fronte alla commissione, così come risultano incomplete anche le denominazioni dei documenti acquisiti agli atti, con evidenti pecche a livello di trasparenza che hanno suscitato la reazione sdegnata dei rappresentanti delle opposizioni.

 

«Il centrodestra unito chiede a Luciana Barlocci – consigliera di maggioranza che lo scorso 12 febbraio aveva presentato in Consiglio la mozione in questione, ndr – se davvero è convinta dell’opportunità di desecretare gli atti, di pubblicizzarli lei stessa, visto e considerato che in veste di consigliere ha pieno accesso – tuonano i consiglieri di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Piunti sindaco –

Pasqualino Piunti

chiediamo un atto di coraggio, se è davvero convinta della sua demagogica battaglia personale che ha prodotto il suo isolamento anche all’interno della sua stessa coalizione. Siamo alla farsa – proseguono –  se oggi vengono pubblicati atti secretati che poco o nulla aggiungono a quello che era ampiamente noto a tutti. Una vera e propria presa in giro per l’intera cittadinanza, alla quale la consigliera Barlocci aveva promesso ben altro».

 

Perplessità espresse anche da Paolo Canducci, ex candidato sindaco dei Verdi, che pone l’accento sull’attuale distanza tra l’Amministrazione Spazzafumo e gli uffici comunali. «Questa vicenda – sostiene – è l’ennesima dimostrazione delle difficoltà che la maggioranza, in questi primi mesi di mandato, sta incontrando nell’attuare quanto desidera, scontrandosi con gli uffici.

 

Lo abbiamo visto nella vicenda del Villaggio della piccola pesca, dove l’assessore nel corso di un incontro aveva dato massima disponibilità ad accogliere le legittime istanze degli operatori e poi in realtà ha presentato una bozza di regolamento predisposta dal servizio competente che va nella direzione opposta.

Paolo Canducci

Stessa cosa è successa in occasione della risposta alla nostra interrogazione sulla riqualificazione del Ballarin, che in sostanza conferma il progetto degli uffici comunali,  smentendo quanto la maggioranza ha sempre dichiarato con riferimento alla volontà di demolire anche la curva sud e spostare la viabilità verso ovest, in modo da realizzare un’area verde polivalente collegata al lungomare.

Si tratta di un segnale non certo incoraggiante, in vista delle sfide difficili che ci aspettano nel prossimo futuro per intercettare i fondi del Pnrr».

 

Ironia della sorte, nonostante un clima tutt’altro che disteso tra maggioranza e opposizione, questa volta le criticità legate alla pubblicazione della relazione sono riuscite mettere tutti d’accordo, dalla minoranza fino ad arrivare al sindaco Spazzafumo e alla sua squadra, che hanno annunciato di voler andare fino in fondo alla questione per vederci – finalmente – chiaro.

Antonio Spazzafumo

 

«Il Consiglio comunale ha manifestato la chiara e inequivocabile volontà di rendere pubblica la relazione – puntualizzano in una nota il primo cittadino, il presidente del Consiglio Eldo Fanini e i consiglieri di maggioranza -. Alla volontà espressa con la delibera non è stata data però immediata esecuzione e, al momento della pubblicazione, essa è stata mutilata dei nominativi dei pubblici funzionari che hanno deposto dinanzi alla commissione.

 

Riteniamo che il ritardo registrato e poi le cancellazioni apportate al documento pubblicato snaturino il senso della delibera e dunque siano in contrasto con la volontà chiaramente espressa dal massimo organo dell’Ente.

È quindi nostra intenzione attivare tutte le procedure di controllo consentite dalla legge per verificare se l’operato del vicesegretario generale, Antonio Rosati, incaricato di dare esecuzione alla delibera, si sia svolto nel rispetto delle norme e dei doveri a cui è tenuto ad adempiere. A tale proposito, abbiamo chiesto al dottor Rosati di esporre le motivazioni che lo hanno condotto a compiere la scelta di mutilare il documento pubblicato in albo pretorio».

In attesa di risposte, non manca una tirata d’orecchie alla minoranza, con particolare riferimento all’ex Amministrazione Piunti. «Ci preme ricordare ai consiglieri d’opposizione – concludono – che né il Consiglio comunale, né la comunità di cui è rappresentante hanno dimenticato la loro responsabilità nella secretazione di questi documenti e che nessun polverone riuscirà a nascondere quanto hanno fatto e poi tentato di nascondere sotto al tappeto, né si riuscirà in alcun modo a ridurre il peso della responsabilità politica che il centrodestra ha in questa vicenda».

 

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