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Vicenda stadio, tuona “Cambia San Benedetto”: «Basta con il gioco delle tre carte»

SAN BENEDETTO - Infuria la polemica intorno alla vicenda stadio e alla desecretazione degli atti e la loro pubblicazione. Nel mirino della lista civica di sinistra finiscono la consigliera comunale Luciana Barlocci, il presidente del Consiglio e il segretario
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Il Comune di San Benedetto

A San Benedetto continua a tenere banco in Consiglio comunale la vicenda dello stadio “Riviera delle Palme”. Stavolta è il turno della lista civica di sinistra “Cambia San Benedetto”.

«Non possiamo non rimanere sconcertati per quanto sta accadendo sulla questione della desecretazione della relazione della commissione d’inchiesta del Consiglio comunale per i lavori fatti allo stadio Riviera delle Palme.
A seguito di nostra richiesta – scrive in una nota – tramite comunicato stampa, fu avanzata dalla consigliera Barlocci la questione nel Consiglio comunale del 12 febbraio, tramite una mozione nella quale si chiedeva la desecretazione degli atti e la loro pubblicazione.

Nella mozione, approvata con 18 voti favorevoli e 6 contrari, c’era scritto: “dispone che tutti gli atti relativi e contenuti nella deliberazione del Consiglio comunale n.61/2021 […] siano resi immediatamente pubblici […]”.

Dopo ben dodici giorni gli atti sono ancora secretati e non è possibile l’accesso e la consultazione degli stessi. Sui giornali abbiamo letto le dichiarazioni della stessa consigliera Barlocci che, rivendicando quanto approvato con la sua mozione, affermava che “la relazione sarà aperta ai consiglieri”.

Luciana Barlocci

Queste le nostre considerazioni:

1) La mozione non invita, ma dispone, la pubblicazione degli atti, e quindi in virtù del fatto che il Consiglio è sovrano sui propri atti, il presidente insieme al segretario devono dare seguito a quanto disposto.

2) Stupisce e inquieta questa “resistenza” degli uffici, che sembra trasparire da quello che viene scritto sugli organi di stampa, perché non avremmo mai pensato che gli organi deliberativi e quindi elettivi dovessero sottostare alle figure amministrative, ma casomai il contrario. A che titolo chi ha l’obbligo di eseguire la volontà del Consiglio non ottempera a quanto disposto?

3) Quanto dichiarato dalla consigliera Barlocci ci risulta molto strano. Che senso ha “aprire la relazione” ai consiglieri comunali quando già potevano disporne visto il ruolo che ricoprono, già ben prima dell’approvazione della mozione?

 

Questo comportamento della consigliera, della giunta e dei dipendenti comunali ci sembra un gioco delle tre carte. Pretendiamo che la volontà del massimo organo rappresentativo della città sia eseguita, è una questione di trasparenza, correttezza e democrazia. Basta giochetti».


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